A
Attualità
Attualità, 14/2023, 15/07/2023, pag. 452

ONU - Rifugiati: una crescita senza precedenti

Ma la maggior parte resta nel Sud del mondo

Maurizio Ambrosini

In prossimità del 20 giugno, l’UNHCR ha pubblicato il suo rapporto annuale sui rifugiati nel mondo. È il principale punto di riferimento per comprendere le dimensioni del fenomeno e forse abbattere qualche luogo comune.

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-12

Italia - Migranti: il buio oltre la siepe

Il peso del pregiudizio: dai fatti di cronaca alla "re-migrazione"

Maurizio Ambrosini

C’è molta immigrazione nelle cronache (nere) italiane degli ultimi tempi. Due episodi su tutti: l’omicidio di Bakari Sako a Taranto da parte di un branco di giovani italiani, l’attacco a Modena di Salim El Koudri, nato in Italia da genitori marocchini, che si è lanciato con l’auto sulla folla nel centro della città.

Attualità, 2026-8

Europa - Immigrazione e asilo: i rischi del «nuovo» patto

Le aspettative securitarie, i diritti umani e l'effetto boomerang

Maurizio Ambrosini

Presentato a suo tempo con enfasi dai vertici dell’UE come un nuovo inizio nella gestione delle migrazioni, promuovendo una regolazione più equa ed efficiente dei flussi d’ingresso, già nelle premesse tradisce una distorsione.

Attualità, 2026-6

Italia - Caso rider: i nuovi proletari

L'economia chiede migranti e poi li sfrutta

Maurizio Ambrosini

Con il commissariamento della società Deliveroo, dopo quello della branca italiana del colosso spagnolo Glovo, la Procura della Repubblica di Milano ha squarciato un velo d’indifferenza su un sistema di sfruttamento che si stenta a credere possa esistere in una metropoli dell’Europa occidentale. Secondo l’inchiesta, i rider che portano il cibo nelle case sarebbero stati retribuiti per anni con paghe «in alcuni casi inferiori fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva», in aperto contrasto con il dettato costituzionale che richiede che ai lavoratori siano corrisposti trattamenti in grado di garantire «un’esistenza libera e dignitosa».