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Attualità
Attualità, 14/2022, 15/07/2022, pag. 446

M. Martello, Una giustizia alta e altra

La mediazione nella nostra vita e nei tribunali

Giancarlo Azzano

Per l’autore, docente di Psicologia delle relazioni, il giustizialismo, la voglia di vendetta, l’egoismo, la mancanza di rispetto delle regole e delle persone, la mancanza di responsabilità, la perdita di senso, sembrano dominare la scena italiana. Però gentilezza, delicatezza, etica, fiducia, cooperazione e amore, seppure comportamenti poco frequenti, rappresentano valori che danno una speranza a una civiltà del diritto e del rispetto per tutti.

 

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Attualità, 2022-14

M. Belli, Presenza reale

Filosofia e teologia di fronte all'eucaristia

Giancarlo Azzano

L’autore – tra l’altro youtuber del canale, con un certo seguito, «Scherzi da prete» –, esaminando il lessico teologico e liturgico sull’argomento, ha svelato insospettati aspetti della storia della teologia. Il quadro storico religioso che ne risulta è assai problematico, e le controversie teologiche non si possono classificare fra ortodosse e non.

 

Attualità, 2022-14

L. De Kerimel, Contro il clericalismo

Giancarlo Azzano

De Kerimel (1953-2020), sociologo del cristianesimo e docente di Filosofia in un liceo di Le Mans, affronta le ragioni vicine e lontane della scissione del corpo ecclesiale in clero e laici. Il clericalismo cristiano nasce fra il II e il III sec., quando le prime comunità si staccano dalle comunità ebraiche e si affermano nell’Impero romano, ripristinando le liturgie e il culto sacrificale della religione giudaica, costituendo così un nuovo ordine levitico.

Attualità, 2021-16

F. Lopes, R. Mancini, Per una democrazia post-razziale

Lettera aperta ai vescovi dell’Italia e dell’Africa sul problema dell’immigrazione

Giancarlo Azzano

Il «popolo del Ghana ama ricordare che la saggezza è come un baobab: una sola persona non può abbracciarla». Allo stesso modo il problema dell’emigrazione si risolve solo con il dialogo e l’accoglienza reciproca fra africani e italiani. Il testo si compone di due lettere saggio. La prima è scritta da Filomeno Lopes, giornalista di origine africana che lavora per Radio Vaticana, l’altra è del filosofo Roberto Mancini. Entrambe sono una denuncia delle condizioni di vita degli emigranti africani in Italia.