A
Attualità
Attualità, 12/2022, 15/06/2022, pag. 395

Economia italiana, COVID-19 e guerra in Ucraina. La crisi dentro la crisi

Stefania Tomasini

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, «che aveva già portato a forti tensioni sui mercati del gas metano e del petrolio», ha prodotto anche per l’Italia uno scenario «molto complesso, che spazia da temi più strettamente economici e congiunturali a temi che rimandano a fenomeni con implicazioni nel lungo periodo (dalla transizione demografica alla transizione energetica ed ecologica a quella digitale)». In queste pagine offriamo «qualche elemento di documentazione e riflessione circoscritto alle implicazioni economiche, già queste molte e articolate», partendo dalla situazione congiunturale prima dell’invasione dell’Ucraina, valutando successivamente i possibili canali di trasmissione dell’impatto della guerra, per chiudere con alcune prime considerazioni sulle possibili implicazioni nel più lungo periodo, incentrate su una domanda fondata e meritevole d’attenzione per il futuro del paese e non solo: «L’eccezionalità della doppia crisi rappresentata dalla pandemia, prima, e dalla guerra in Europa, ora, rischia di porre fine a questo lungo periodo di stabilità dei prezzi?».

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-16

Italia - Economia: convivere con gli shock

Stefania Tomasini

Dopo anni di shock ravvicinati, le economie europee hanno mostrato resilienza, ma l’emergenza continua di «policrisi» – scrive Stefania Tomasini – rischia di far passare in secondo piano i problemi strutturali. In particolare in Italia. Il nostro infatti è un paese ricco ma immobile: da 25 anni il PIL pro capite reale è fermo. Anche le retribuzioni reali sono ferme dal 1995, con un peggioramento marcato per i redditi più bassi. Così anche la produttività, legata alla frammentazione di un sistema che vede il prevalere di microimprese. Queste hanno meno «capacità d’innovazione», «efficienza organizzativa e manageriale», più «fragilità finanziaria» e «difficoltà nell’affrontare la crescente competizione internazionale». Se il PNRR ha iniziato ad affrontare alcune delle criticità del Belpaese, ciò che occorre è una politica economica complessiva. «L’augurio – conclude la senior partner di Prometeia – è che la prossima campagna elettorale porti l’attenzione su questi processi strutturali che, per natura, richiedono tempi lunghi, riforme, investimenti mirati e politiche industriali coerenti, producendo benefici soprattutto nel medio periodo».

Attualità, 2025-16

Economia italiana: i conti dell’incertezza

Stefania Tomasini

Anche quest’anno Stefania Tomasini (Prometeia) fa il punto sulla congiuntura economica italiana, nel contesto della situazione internazionale. Un excursus che tocca le «sfide più contingenti, i dazi, e quelle più strutturali, dalla demografia alla tecnologia al clima». Particolarmente approfondito è il riferimento alla transizione demografica e alle sue molteplici implicazioni: l’incidenza su tutte le componenti del reddito pro-capite, «le scelte della famiglie in termini di consumo e di risparmio», la grande ondata di trasferimenti patrimoniali man mano che usciranno dalla popolazione le coorti dei baby boomer. Nell’insieme, conclude lo studio, si tratta di sfide da affrontare con scelte politiche e istituzionali. «Sarebbe necessario un “salto di qualità”, perché gli usuali strumenti avranno le armi spuntate». Mentre qualora l’Europa «non procedesse verso una maggiore condivisione, a partire dalla politica commerciale e della difesa per arrivare alle politiche per rilanciarne competitività e produttività», si dovrebbe parlare di «un’occasione persa».

Attualità, 2024-16

Italia
- Economia: all’altezza delle sfide

Stefania Tomasini

Dopo 4 anni in cui abbiamo superato crisi (non solo economiche) senza precedenti, il momento che stiamo vivendo si caratterizza – scrive Stefania Tomasini, senior partner di Prometeia – «per un eccezionale intreccio di questioni in gioco e, di conseguenza, di piani di analisi, che vanno oltre gli aspetti più congiunturali – come si uscirà dalla crisi inflazionistica – e abbracciano temi di medio-lungo periodo». Le principali sfide che l’Italia in modo particolare e l’area euro in generale si trovano davanti sono riassumibili con un acronimo: «5 D». Si tratta della «deglobalizzazione, demografia, digitalizzazione, decarbonizzazione e del debito». Ne consegue che «la dimensione della politica economica, o meglio della politica tout court, è essenziale» sia per il nostro paese sia per l’Europa. Tuttavia, «forse la consapevolezza dell’urgenza delle sfide non è così diffusa». 

È quindi utile considerare alcune «importanti analisi – Isabel Schnabel, Enrico Letta e Mario Draghi – che conducono a concludere che senza un massiccio piano di investimenti deciso e coordinato a livello europeo il nostro continente rischia di rimanere spiazzato nelle potenzialità
di crescita e nella sicurezza».