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Attualità
Attualità, 8/2021, 15/04/2021, pag. 242

G. Guerra, L’acrobata d’avanguardia

Hugo Ball tra dada e mistica

Antonello Colimberti

Gli intenti dell’opera sono dichiarati in apertura di volume: «Lo scopo di questa analisi – che non vuole essere una ricognizione sistematica, per linee biografiche o tematiche, dell’intero itinerario intellettuale di Hugo Ball – è quello di ripercorrere in maniera sintetica ma approfondita alcune stazioni di quella parabola, alla luce di due elementi concettuali tra loro intrecciati: l’attitudine balliana alla dissidenza e la sua prestazione specificamente teologico-politica». 

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Attualità, 2021-2

G. Cognetti, Fra Panikkar e Jung

Un nuovo umanesimo interculturale

Antonello Colimberti

Tesi «portante di questo libro è che oggi, nel contesto della globalizzazione, solo quell’acume critico-analitico che è lo specifico della nostra tradizione filosofica, e che, già all’opera nell’antica Grecia, dall’Umanesimo all’Illuminismo ha conosciuto i suoi sviluppi più importanti, può, attraverso una radicalizzazione autocritica che lo liberi di molti suoi contenuti storicamente determinati e ormai superati e ridimensioni l’idea che la ragione possa e debba guidare l’esistenza umana, condurre verso quell’inversione antropologica propria di un nuovo umanesimo dialogico e interculturale.

Attualità, 2020-16

G. De Zorzi, Maqam

Antonello Colimberti

In questo volume, l’autore, già noto per precedenti studi di vaglia, nonché come autorevole interprete di ney (il flauto della musica tradizionale mediorientale), sia come solista che come membro dell’Ensemble Maraghi, a distanza di oltre sette decenni realizza al di là di ogni aspettativa il miracolo che Cuttat non avrebbe pensato più possibile, almeno per un occidentale: non solo la comprensione di un sistema musicale esotico (ma vigente in qualche modo anche in Europa fino al Rinascimento inoltrato), ma il suo utilizzo come chiave indispensabile per la comprensione di una intera civiltà (o insieme di civiltà).

 

Attualità, 2020-10

T. Morton, Iperoggetti

Filosofia ed ecologia dopo la fine del mondo

Antonello Colimberti

Gli iperoggetti sono direttamente responsabili della «fine del mondo», espressione che per l’autore non ha niente di apocalittico (negazionismo ecologico e ambientalismo apocalittico sono per lui egualmente obsoleti), perché la fine del mondo è già avvenuta in due date canoniche: aprile del 1784, quando James Watt brevetta la macchina a vapore, dando inizio al deposito di carbone sulla crosta terrestre) e 1945, quando a Trinity, nel New Mexico, fu testata la prima bomba atomica e in seguito due bombe nucleari furono lanciate su Hiroshima e Nagasaki.