A
Attualità
Attualità, 6/2021, 15/03/2021, pag. 146

Francesco - Curia: non ho l’età

Nomine e dimissioni del pontificato di Francesco

Guido Mocellin

Il 20 febbraio scorso papa Francesco ha accettato la rinuncia del card. Robert Sarah, 75 anni, alla carica di prefetto della Congregazione per il culto divino e quella del card. Angelo Comastri, 77 anni, alla carica di vicario generale per lo Stato della Città del Vaticano (nonché presidente della Fabbrica di San Pietro e arciprete della Basilica Vaticana). La doppia uscita di scena suggerisce di ricapitolare le principali «rinunce e nomine» avvenute nella Santa Sede (curia romana e altre istituzioni) mentre si compiono gli otto anni del pontificato bergogliano, considerandole dal punto di vista dell’età.

Il 20 febbraio scorso papa Francesco ha accettato la rinuncia del card. Robert Sarah, 75 anni, alla carica di prefetto della Congregazione per il culto divino e quella del card. Angelo Comastri, 77 anni, alla carica di vicario generale per lo Stato della Città del Vaticano (nonché presidente della Fabbrica di San Pietro e arciprete della Basilica Vaticana). La doppia uscita di scena suggerisce di ricapitolare le principali «rinunce e nomine» avvenute nella Santa Sede (curia romana e altre istituzioni) mentre si compiono gli otto anni del pontificato bergogliano, considerandole dal punto di vista dell’età (vedi tabella alla pagina seguente).

Sulle 32 cariche apicali attualmente attive che abbiamo considerato (compresi i capi delle tre sezioni della Segreteria di stato e i due vicari del papa per Roma e per lo Stato della Città del Vaticano; si ricordi che alcuni pontifici consigli sono stati accorpati nei nuovi dicasteri), 23 sono ricoperte da persone nominate da papa Francesco.

In 4 casi (Peña Parra, Ruffini, Guerrero Alves e Grech) anche i loro predecessori (rispettivamente Becciu, Viganò, Pell e Baldisseri) erano di nomina bergogliana (come pure Sarah, del quale però il successore non è ancora stato scelto).

Tra coloro che sono stati sostituiti, 13 avevano già 75 o più anni: Bertone, Grocholewski, Celli, Carrasco de Paula, Vegliò, Amato, Vallini, Coccopalmerio, Calcagno, Tauran (defunto), Pell, Baldisseri e Sarah; altri 13 avevano meno di 75 anni: Eterović (62), Piacenza (69), Cañizares Llovera (68), Burke (66), Mamberti (62), Ryłko, (70), Paglia (71), Müller, ancora Sarah (69), Zimowski (defunto), Viganò (56), Filoni (73), Becciu (72).

Tra questi Eterović, Piacenza, Mamberti, Paglia e Sarah sono stati promossi o spostati a incarichi di analoga responsabilità; Cañizares Llovera è stato trasferito alla guida di un’importante diocesi spagnola, Valencia; Burke, Ryłko, Viganò e Filoni sono stati spostati a incarichi di minore responsabilità.

Papa Francesco ha infine lasciato in carica 8 prelati nominati da Benedetto XVI: Leonardo Sandri, 77 anni, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali dal 2007; Gianfranco Ravasi, 78 anni, presidente del Pontificio consiglio per la cultura dal 2007; Marc Ouellet, 76 anni, prefetto della Congregazione per i vescovi dal 2010; Kurt Koch, 70 anni, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani dal 2010; Rino Fisichella, 69 anni, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione dal 2010; João Braz de Aviz, 73 anni, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica dal 2011; Giuseppe Bertello, 78 anni, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano dal 2011; Pio Vito Pinto, decano del Tribunale della Rota romana dal 2012.

Come si vede, da questi dati emerge che il compimento dei 75 anni non costituisce il solo criterio utilizzato da papa Francesco nelle «rinunce e nomine» dei suoi principali collaboratori ai vertici dei dicasteri di curia e delle altre istituzioni ecclesiali romane. I casi di avvicendamenti precoci e avvicendamenti tardivi si equivalgono. D’altra parte, tranne alcune specifiche e note situazioni, non si può dire che la (presunta) maggiore o minore sintonia tra Francesco e l’uno o l’altro collaboratore sia l’unica chiave interpretativa delle sue scelte.

Sullo sfondo di questi dati si coglie piuttosto l’intenzione, tante volte espressa sia negli annuali discorsi alla curia romana per gli auguri natalizi sia nella discussione, preparazione e parziale attuazione della riforma della stessa curia, che quello negli uffici vaticani sia inteso come un servizio, da svolgersi a tempo determinato e dal quale congedarsi quando richiesto, non importa se prima o dopo i 75 anni fissati dal Codice di diritto canonico.

E a proposito di congedi, sono ben 10 attualmente i prelati ai vertici della Santa Sede che hanno già compiuto i 75 anni e dunque permangono nella carica in regime di prorogatio e in attesa che papa Francesco decida di «provvedere diversamente», come recita la formula di rito. Dal più anziano al più giovane: Stella, 79; Vito Pinto, 79; Ravasi, 78; Bertello, 78; Sandri, 77; Versaldi, 77; Piacenza, 76; Ladaria Ferrer, 76; Ouellet, 76; Paglia, 75.

Diverso invece è il discorso per quanto riguarda i cardinali elettori in un eventuale conclave, quelli cioè che non hanno compiuto ancora 80 anni. Al momento essi sono 127, dei quali 23 (Becciu, come è noto, ha dovuto rinunciare ai diritti connessi al cardinalato) figurano tra i prelati presi in considerazione in questa ricognizione, malgrado talvolta Francesco abbia scisso, con le sue scelte, l’incarico in curia dalla berretta cardinalizia.

14 sono in carica a Roma: Parolin, Stella, Piacenza, Mamberti, Versaldi, Farrell, Ladaria Ferrer, Turkson, De Donatis, Tagle, Ayuso Guixot, Semeraro, Grech e Gambetti. 9 non lo sono più: Cañizares Llovera, Burke, Ryłko, Müller, Calcagno, Filoni, Pell, Comastri e Sarah.

 

Guido Mocellin

 

Tipo Articolo
Tema Francesco Santa Sede
Area
Nazioni

Leggi anche

Attualità, 2022-16

G. Berti (Gioba), L. Galliani, Le vignette del Signore sono infinite

La storia della Chiesa disegnata con il sorriso

Guido Mocellin

80 istantanee di storia della Chiesa: 23 prese durante il primo millennio, 49 tra Urbano II e Pio IX e 28 da Leone XIII all’oggi del Sinodo sulla sinodalità. Un modo per affacciarsi sul passato e sul presente di una Chiesa di cui, contrariamente a certe ricorrenti tentazioni, non si può fare a meno: «Sarebbe come tagliare il ramo sul quale si è seduti», dicono gli autori in premessa.

 

Attualità, 2022-16

F. Bolzetta (a cura di), La Chiesa nel digitale

Strumenti e proposte

Guido Mocellin

Quella di Bolzetta è una curatela perché tanto i tutorial quanto il libro sono un lavoro di squadra, con il valore aggiunto dell’alta qualità di divulgatore scientifico che egli aveva già ampiamente messo in mostra nei video e che questa sua fatica cartacea conferma. È inoltre un libro da leggere con lo smartphone in mano: molti riferimenti a siti e pagine web sono riportati, fin dalla copertina, con un QR code, così da accedervi in modo diretto e immediato. Ma per chi preferisce strumenti più tradizionali ci sono anche delle tavole fuori testo, nelle quali alcuni capitoli trovano un’utile sintesi.

 

Attualità, 2022-14

Francia - Tradizionalisti: attratti dal dinamismo

Cronaca da alcune recenti vicende d’Oltralpe e non solo

Guido Mocellin

Abbandoniamo «le polemiche per ascoltare insieme che cosa lo Spirito dice alla Chiesa, custodiamo la comunione, continuiamo a stupirci per la bellezza della liturgia».1 L’area ecclesiale antimoderna e segnatamente tradizionalista fa i conti, a livello mondiale, con la strada imboccata da papa Francesco con la Traditionis custodes2 e di cui la lettera apostolica Desiderio desideravi, firmata nella solennità di San Pietro e Paolo, costituisce l’ultima tappa.