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Attualità
Attualità, 4/2021, 15/02/2021, pag. 106

V. Teti, Nostalgia

Antropologia di un sentimento del presente

Luca Miele

Un’altra narrazione, come mostra Teti, restituisce la trama ambivalente della nostalgia. È la parabola lucana del figliol prodigo. Gli attori – oltre al padre «misericordioso» – sono i due figli. Uno parte, l’altro resta. Uno dissipa; l’altro esibisce la sua fedeltà. Uno, rimasto solo, rimasto nudo, è trafitto dalla nostalgia, si pente, torna, viene riammesso nella casa del padre, ritrova il suo abbraccio; l’altro sorveglia, s’incupisce, è sommerso dal risentimento, nutre pensieri di rivalsa.

 

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Attualità, 2021-14

E. Coccia, Filosofia della casa

Lo spazio domestico e la felicità

Luca Miele

L‘indagine di Coccia inizia con una sorta di mea culpa. Nonostante sia connaturata all’esperienza del vivere di tutti, la casa è stata (colpevolmente?) dimenticata dalla filosofia che le ha sempre preferito la polis, la dimensione comunitaria, la vita associativa. Nelle parole di Coccia «la filosofia ha dismesso lo spazio domestico dall’orizzonte delle sue preoccupazioni» (7), facendo della eudemonia «un fatto politico» (8) e consegnandola in qualche modo ai fantasmi della violenza (politica).

 

Attualità, 2021-12

L. Mortari, La politica della cura

Prendere a cuore la vita

Luca Miele

La filosofa Luigina Mortari, da anni, si dedica al dis-occultamento di quella parola sapienziale, originaria, centrata proprio sulla pratica della cura. Un qualcosa di essenziale e coestensivo alla vita stessa se è vero che, come scrive Mortari, «avere cura è il modo necessario dell’esserci» (37), è «il fenomeno ontologico fondamentale», la risposta prima e inaggirabile «alla fragilità e alla vulnerabilità della vita umana» (35).

 

Attualità, 2021-10

Byung-Chul Han, La società senza dolore

Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite

Luca Miele

Per il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han, una delle voci più autorevoli e originali del pensiero contemporaneo, il COVID ha soltanto accelerato e reso trasparente un processo in atto da tempo: l’edificazione della società senza dolore. Nelle società avanzate il dolore è stato progressivamente bandito, esonerato, anestetizzato. Nella narrazione che domina il nostro tempo, il dolore non serve più, ha cessato di essere eloquente, ha smesso di essere com-preso dentro un orizzonte di senso.