A
Attualità
Attualità, 2/2021, 15/01/2021, pag. 8

Francesco - Spiritus Domini: ministero donna

Per una Chiesa dai molti ministeri

Serena Noceti

Domenica 10 gennaio, festa liturgica del Battesimo di Gesù, papa Francesco ha firmato il motu proprio Spiritus Domini, con cui ha introdotto una piccola ma sostanziale modifica al Codice di diritto canonico: con la soppressione del termine «viri» dal can. 230 §1 ha aperto la possibilità di conferire i ministeri istituiti del lettore e dell’accolito anche alle donne.

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-8

L'Italia verso il Sinodo. Imparare un’ecclesialità sinodale

Rafael Luciani, Serena Noceti

C’è il rischio che nelle attuali discussioni ecclesiali si confonda la struttura Sinodo con la sinodalità in quanto «nota costitutiva di tutta la vita ecclesiale». In questa prospettiva si apprezza oggi «l’emergere dello spirito e della forma di un’ecclesialità sinodale», dopo che «il concilio Vaticano II ha proposto la collegialità episcopale e Francesco è andato avanti nella sua recezione sotto la forma di una collegialità sinodale». Guardando al Concilio e alla sua recezione nelle riforme del papa relative allo svolgimento degli ultimi Sinodi dei vescovi, Rafael Luciani e Serena Noceti mostrano che per intendere questa ecclesialità sinodale occorre fare riferimento all’ecclesiologia del popolo di Dio sviluppata dal pontefice. Tuttavia non basta affermare un generico primato di uno stile se non si mettono in atto concrete modalità istituzionali che lo esprimano. Come afferma p. Hervé Legrand, si tratta di un «apprendimento» necessario e fruttuoso sia ad intra, perché attenuerà «l’identificazione della Chiesa con il clero»; sia ad extra, perché mostrerà, «di fronte al degrado attuale del dibattito politico» e informativo che la «sinodalità coltiva il rispetto» delle convinzioni di tutti e della partecipazione piena di ciascuno ai processi decisionali.

Documenti, 2020-13

Il ministero del vescovo nel cambiamento

Serena Noceti

Il pontificato di Francesco, in particolare con l’esortazione apostolica Evangelii gaudium e la costituzione apostolica Episcopalis communio, nell’ambito di un progetto complessivo di riforma ha posto un’attenzione particolare sul ministero del vescovo. In questa luce «può risultare particolarmente significativo soffermarsi sul munus regendi ac pascendi e da questa prospettiva riflettere sull’identità del vescovo, sulla sua soggettualità peculiare e sull’esercizio di autorità nella Chiesa popolo sacerdotale, profetico, regale», come fa la teologa Serena Noceti in questo saggio dal titolo «Munus regendi ac pascendi del vescovo. Una riflessione a partire dai documenti del concilio Vaticano II», che nasce all’interno di una serie di seminari sull’esercizio dell’episcopato oggi promossi dalla presidenza dell’Associazione teologica italiana, a cui hanno partecipato teologi sistematici, canonisti e vescovi. È stato presentato in questa forma definitiva il 15 febbraio scorso.

L’esame di due passi dei documenti del concilio Vaticano II dedicati alla declinazione del munus «regale» nel ministero episcopale (Lumen gentium, n. 27 e Christus Dominus, n. 16) porta a concludere che «sta al vescovo, custode dell’unità del “noi” ecclesiale e garante della fede apostolica che fa Chiesa, trovare il punto di equilibrio tra realizzazione di cambiamenti e valorizzazione delle istituzioni ecclesiali esistenti».

Attualità, 2019-20

Sinodo dei vescovi - La Chiesa rinasce dall’Amazzonia

Serena Noceti; Andrea Grillo

Ecclesiologia dalla Chiesa locale, forma sinodale, Chiesa tutta ministeriale, soggettualità delle donne: sono i quattro rilevanti temi che i lavori dell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi sulla regione panamazzonica, a partire da una remota periferia e dopo una lunga navigazione, hanno riportato al centro della discussione ecclesiale. E hanno messo in luce la prospettiva di una Chiesa «mondiale autentica», come diceva K. Rahner del Vaticano II, che a partire dalla Chiesa locale ripensa la Chiesa universale secondo un modello di unità nella pluralità (S. Noceti). Ciò è evidente nel metodo assunto dal Sinodo di valorizzazione delle «legittime diversità» sia all’interno della liturgia sia del ministero (A. Grillo). Il processo è stato travagliato e il suo esito non è ancora del tutto definito (in attesa della post-sinodale): la cronologia dei principali avvenimenti legati all’assise e le interviste ad alcuni dei protagonisti dell’Assemblea lo hanno messo in evidenza. La riforma sinodale – che è una forma sempre ri-generativa – avviata da Francesco sta camminando tuttavia con decisione in questi binari.