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Attualità
Attualità, 10/2021, 15/05/2021, pag. 313

Byung-Chul Han, La società senza dolore

Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite

Luca Miele

Per il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han, una delle voci più autorevoli e originali del pensiero contemporaneo, il COVID ha soltanto accelerato e reso trasparente un processo in atto da tempo: l’edificazione della società senza dolore. Nelle società avanzate il dolore è stato progressivamente bandito, esonerato, anestetizzato. Nella narrazione che domina il nostro tempo, il dolore non serve più, ha cessato di essere eloquente, ha smesso di essere com-preso dentro un orizzonte di senso.

 

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E. Coccia, Filosofia della casa

Lo spazio domestico e la felicità

Luca Miele

L‘indagine di Coccia inizia con una sorta di mea culpa. Nonostante sia connaturata all’esperienza del vivere di tutti, la casa è stata (colpevolmente?) dimenticata dalla filosofia che le ha sempre preferito la polis, la dimensione comunitaria, la vita associativa. Nelle parole di Coccia «la filosofia ha dismesso lo spazio domestico dall’orizzonte delle sue preoccupazioni» (7), facendo della eudemonia «un fatto politico» (8) e consegnandola in qualche modo ai fantasmi della violenza (politica).

 

Attualità, 2021-12

L. Mortari, La politica della cura

Prendere a cuore la vita

Luca Miele

La filosofa Luigina Mortari, da anni, si dedica al dis-occultamento di quella parola sapienziale, originaria, centrata proprio sulla pratica della cura. Un qualcosa di essenziale e coestensivo alla vita stessa se è vero che, come scrive Mortari, «avere cura è il modo necessario dell’esserci» (37), è «il fenomeno ontologico fondamentale», la risposta prima e inaggirabile «alla fragilità e alla vulnerabilità della vita umana» (35).

 

Attualità, 2021-8

P. Isotta, San Totò

Luca Miele

Ma perché associare la santità a Totò? Non si tratta di un accostamento irriverente e (forse) un po’ troppo ardito? Ecco la risposta di Isotta: «Per me Totò è un santo: per l’altezza della sua arte, per la gioia da lui per decenni donata a milioni di persone: gente del popolo, piccola borghesia, poi persino alta, ma anche autentici reietti. Per essere riuscito, con la risata che suscitava, a far per un attimo dimenticare a tutti, non solo ai reietti, le loro tragedie» (p. VIII).