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Attualità
Attualità, 20/2020, 15/11/2020, pag. 624

L. Pigozzi, Troppa famiglia fa male

Come la dipendenza materna crea adulti bambini (e pessimi cittadini)

Luca Miele

La psicoanalista Laura Pigozzi getta, da anni, uno sguardo penetrante sulla famiglia e sulle dinamiche che l’attraversano (e che ne stanno mutando profondamente il volto). Ciò che sta erodendo equilibri antichi è l’avanzata inarrestabile del dispositivo che la Pigozzi chiama il «plusmaterno». In cosa consiste?

 

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Attualità, 2021-6

P. Naso, Martin Luther King

Una storia americana

Luca Miele

La straordinaria esperienza di Martin Luther King nasce dentro questa terribile, lacerante, contraddizione tra il piano ideale – «il faro delle nazioni» – e la sua sistematica negazione – l’ingiustizia sociale e razziale –. Merito di Paolo Naso, docente di Scienza politica all’Università La Sapienza, è aver identificato in questo conflitto il nucleo, assieme incandescente e tragico, della vita del pastore battista.

Attualità, 2021-4

V. Teti, Nostalgia

Antropologia di un sentimento del presente

Luca Miele

Un’altra narrazione, come mostra Teti, restituisce la trama ambivalente della nostalgia. È la parabola lucana del figliol prodigo. Gli attori – oltre al padre «misericordioso» – sono i due figli. Uno parte, l’altro resta. Uno dissipa; l’altro esibisce la sua fedeltà. Uno, rimasto solo, rimasto nudo, è trafitto dalla nostalgia, si pente, torna, viene riammesso nella casa del padre, ritrova il suo abbraccio; l’altro sorveglia, s’incupisce, è sommerso dal risentimento, nutre pensieri di rivalsa.

 

Attualità, 2021-2

A. Buonaiuto (a cura di), Racconti spirituali

Con uno scritto di G. Caramore

Luca Miele

Racconti spirituali, magnificamente introdotto da Gabriella Caramore e altrettanto magnificamente curato da Armando Buonaiuto, nasce proprio da questa urgenza. Lasciare che lo Spirito soffi là dove non lo attendiamo e che sciolga le incrostazioni che banalizzano, fino a renderle inermi, le parole della fede. Cercare le fenditure che consentano al senso di spirare nella e attraverso la parola scritta, nella «brezza leggera» del racconto. Perché, mentre la teologia si è spesso arroccata dentro una torre d’avorio intellettuale, la letteratura gode di un grande privilegio: essa conosce le urgenze del vivere, è capace di sprofondare dentro di esse, d’affondare dentro le viscere del reale, di parlare la lingua del reale.