Azione cattolica - In alleanza
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C’è una frase di Franco Basaglia che risuona ancora oggi con una precisione quasi profetica. Era il 1968, e lo psichiatra stava rispondendo alle domande di Sergio Zavoli nel documentario I giardini di Abele: «Conosco almeno due tipi di psichiatrie: la psichiatria per i poveri e quella per i ricchi». A distanza di quasi sessant’anni, quelle parole sembrano descrivere con inquietante fedeltà il paese che siamo diventati.
C’è un paradosso nei numeri del narcotraffico italiano, che racconta, più d’ogni analisi, la metamorfosi in corso. Nel 2024 i sequestri complessivi di sostanze stupefacenti sono calati del 35% rispetto all’anno precedente, eppure le operazioni antidroga sono aumentate e, soprattutto, le dosi di droghe sintetiche intercettate sono triplicate. Un mercato che si contrae nei volumi ma si espande nella pericolosità: meno quantità, più potenza, maggiore capacità di creare dipendenza. È il segno di una trasformazione profonda, che riguarda non solo le sostanze in circolazione ma anche chi le consuma e perché.
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