A
Attualità
Attualità, 12/2016, 15/06/2016, pag. 343

Europa - Migranti: cieca e sorda

Paolo Tomassone

La Grecia si trova nello scomodo ruolo d’incudine, battuta dai martelli di due crisi, quella economica e quella migratoria, tenuti dalle mani di un fabbro dal volto europeo: non solo le casse di Atene sono ormai vuote, ma la capitale greca si trova a dover gestire più di 57.000 profughi che sono rimasti bloccati nel territorio nazionale a causa della miope politica europea. In tale frangente l’appello per un’Europa dei diritti, dell’accoglienza e dell’inclusione è arrivato dal seminario internazionale «Grecia, paradosso europeo, tra crisi e profughi» organizzato dal 7 al 9 luglio ad Atene da Caritas italiana, Missio e Federazione degli organismi cristiani di servizio internazionale volontario (FOCSIV).

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-8

Chiesa cattolica - Catecumeni: la crescita che non ti aspetti

Il boom francese e le domande che suscita

Paolo Tomassone

In Francia, Regno Unito, Belgio e negli Stati Uniti… un numero crescente di adulti nell’arco degli ultimi anni ha chiesto di ricevere il battesimo. 

Attualità, 2026-8

I. Dionigi, Magister

La scuola la fanno i maestri, non i ministri

Paolo Tomassone

Il punto di partenza è la crisi delle agenzie educative: famiglia e Chiesa hanno perduto quasi completamente, a livello sociale, la propria credibilità, e la scuola rimane così l’unico «avamposto civile del paese».

Attualità, 2026-6

Italia - Caritas: povertà e salute mentale

Dal circolo vizioso alla costruzione di una rete

Paolo Tomassone

C’è una frase di Franco Basaglia che risuona ancora oggi con una precisione quasi profetica. Era il 1968, e lo psichiatra stava rispondendo alle domande di Sergio Zavoli nel documentario I giardini di Abele: «Conosco almeno due tipi di psichiatrie: la psichiatria per i poveri e quella per i ricchi». A distanza di quasi sessant’anni, quelle parole sembrano descrivere con inquietante fedeltà il paese che siamo diventati.