A
Attualità
Attualità, 8/2015, 15/09/2015, pag. 506

Francesco a Cuba e negli USA: il clima della vigilia

Massimo Faggioli

La visita di Francesco negli Stati Uniti cade nel terzo anno del pontificato, e pare essere un appuntamento quasi obbligato (in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia, deciso da Benedetto XVI) più che ricercato. In questo senso il rapporto tra papa Bergoglio e il cattolicesimo statunitense non risulta affatto naturale, ma tutto da costruire. Le difficili relazioni tra il Vaticano di Francesco e l’episcopato USA (specialmente alcuni suoi esponenti, come i cardinali George e Burke) nei due anni intercorsi dall’elezione hanno reso la visita più difficile e allo stesso tempo più urgente. Allo stesso tempo, l’elezione di Francesco ha contribuito a chiudere un prolungato periodo d’alta tensione (tra il 2009 e il 2013) tra l’episcopato e l’amministrazione Obama, e ad aprire un fronte tra la Conferenza dei vescovi e il Vaticano del papa argentino.

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-14

Stati Uniti - Chiesa cattolica: mese di celebrazioni

Giugno: 250 anni d'Indipendenza e dedicazione al Sacro Cuore

Massimo Faggioli

Alla fase critica nel mese di aprile nei rapporti tra l’amministrazione Trump e la Santa Sede circa la guerra in Iran, sono seguite settimane d’assestamento sul piano interno. Il 17 maggio si è tenuto sul National Mall di Washington il «Rededicate 250», un raduno nazionale organizzato dalla Casa Bianca, che ha celebrato il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 riunendo leader governativi, organizzazioni religiose e migliaia di statunitensi per una giornata di preghiera, adorazione e ringraziamento.

Attualità, 2026-12

Stati Uniti - Leone XIV: difensore della democrazia

Papa Prevost e il modello della condanna dell’Action française

Thomas Banchoff, Massimo Faggioli

Come dovrebbe reagire il Vaticano quando il leader più potente del mondo calpesta le norme democratiche abusando del potere esecutivo, violando i diritti umani fondamentali e mettendo in discussione la legittimità delle libere elezioni?

 

Attualità, 2026-10

Stati Uniti: nuova questione cattolica?

Massimo Faggioli

Come si spiega «l’anomala luna di miele tra un tycoon con (…) un’etica personale non proprio puritana» e il suo elettorato «bianco ed evangelical, tendenzialmente fondamentalista»? In «the Donald» – scrive Paolo Naso – i suoi sostenitori «vedono un leader che non li irride con laica e aristocratica supponenza ma li capisce e accetta di condividerne il linguaggio e l’atteggiamento». L’analisi di Naso conduce il lettore in questa grande galassia di cui ricostruisce la storia e le traiettorie, necessarie per capire gli Stati Uniti di oggi. Questo è l’ambiente in cui si trova a fare i conti anche la Chiesa, per la quale – scrive Massimo Faggioli –, si sta ponendo una «nuova questione cattolica»: non solo per lo scontro tra Trump e Leone XIV, ma per il modificarsi del suo ruolo negli USA e del rapporto tra fede, politica e identità nazionale. A questi interrogativi occorre rispondere plausibilmente anche perché – afferma Valentina Ciciliot – stiamo assistendo alla crescita del numero di persone che si converte al cattolicesimo provenendo specialmente dall’area conservatrice. Il loro arrivo in casa cattolica porta con sè una ricerca identitaria forte e il rischio di derive neofondamentaliste e polarizzanti.