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Attualità
Attualità, 10/2015, 15/11/2015, pag. 691

Il papa alla Chiesa italiana: in Cristo, il nostro umanesimo

Francesco

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Leggi anche

Documenti, 2023-3

In Ecclesiarum communione

Costituzione apostolica circa l’ordinamento del vicariato di Roma

Francesco

Con la costituzione apostolica In Ecclesiarum communione, pubblicata il 6 gennaio, papa Francesco ha riorganizzato la diocesi di Roma, di cui è il vescovo. Poiché «è nella natura spirituale, pastorale e canonica della diocesi di Roma rappresentare in sé la missione di esemplarità in costante tensione verso il regno di Dio», la riforma è orientata all’obiettivo di «rianimare la missione, nel primato della carità e nell’annuncio della misericordia divina», e a questo fine «vanno sostenute e promosse, in sinergia, la collegialità episcopale e l’attiva partecipazione del popolo dei battezzati». In sintesi il risultato sarà una maggiore presenza e controllo del papa nella gestione quotidiana della diocesi, e un ruolo rafforzato per le strutture di sinodalità, come il Consiglio episcopale e il Consiglio pastorale parrocchiale, che diventa obbligatorio in ogni parrocchia. Tra le ragioni che possono aver influito c’è stata anche una revisione del bilancio della diocesi, commissionata l’anno scorso a un ex membro dello studio Deloitte, e che ha portato a scelte in linea con le azioni intraprese da Francesco nei confronti dell’Opus Dei, della Caritas internationalis, dell’Ordine di Malta e del movimento di Comunione e liberazione.

La riorganizzazione è entrata in vigore il 31 gennaio e sostituisce quella disposta da Giovanni Paolo II nel 1998.

Documenti, 2023-3

Fedele amico dello Sposo

Messa esequiale per il papa emerito Benedetto XVI

Francesco

«Saldamente legati alle ultime parole del Signore e alla testimonianza che marcò la sua vita, vogliamo, come comunità ecclesiale, seguire le sue orme e affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che egli ha sparso e testimoniato durante la sua vita». Il 5 gennaio sul sagrato della Basilica di San Pietro papa Francesco ha presieduto la celebrazione funebre per Joseph Ratzinger, il papa emerito Benedetto XVI, morto il 31 dicembre 2022 alle 9,34 del mattino all’età di 95 anni. Benedetto XVI il 13 febbraio 2013 aveva dichiarato: «Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di vescovo di Roma, successore di san Pietro, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005» (Regno-doc. 3,2013,33).

Nell’omelia, che qui pubblichiamo, Francesco ha ricordato la «sapienza, delicatezza e dedizione che egli ha saputo elargire nel corso degli anni», e ha concluso definendo il papa emerito «fedele amico dello Sposo».

Documenti, 2023-3

La guerra in un mondo globalizzato

Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Francesco

Dalla minaccia del nucleare alle situazioni d’ingiustizia, dalla guerra in atto in Ucraina alla pena di morte come strumento di repressione in Iran, papa Francesco, nell’annuale discorso di inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (pronunciato il 9 gennaio scorso), ha manifestato le sue preoccupazioni nei confronti dell’umanità: essa sta vivendo «la terza guerra mondiale di un mondo globalizzato, dove i conflitti interessano direttamente solo alcune aree del pianeta, ma nella sostanza coinvolgono tutti».

Rispondendo alle nuove necessità della pace, nella seconda parte del suo ampio discorso il papa ha ripercorso la Pacem in terris, l’enciclica di Giovanni XXIII di cui nel 2023 ricorre il 60° anniversario. Ha ribadito che «ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata d’intelligenza e di volontà libera», e quindi è soggetto di «diritti e di doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili», e ha fatto sua l’idea portante del documento di papa Roncalli: anche per Francesco la pace è possibile alla luce di quattro beni fondamentali, che sono la verità, la giustizia, la solidarietà e la libertà.