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Attualità
Attualità, 10/2010, 15/05/2010, pag. 333

Giorda, Monachesimo e istituzioni ecclesiastiche in Egitto.Alcuni casi di interazione e integrazione

Fabio Ruggiero

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Leggi anche

Attualità, 2020-22

R. Penna, Un solo corpo

Fabio Ruggiero

L’autore, docente emerito di Nuovo Testamento presso la Pontificia università lateranense e studioso di Paolo di fama internazionale (e anche mondiale, se solo gli studiosi di lingua inglese, salvo rare e notevoli eccezioni, si mettessero a leggere quanto di meglio viene scritto in italiano, come ormai anche in francese e tedesco), con questo nuovo saggio, ricco di dati e intrigante per la tesi che propone, intende informare i suoi lettori circa il carattere eminentemente laico del cristianesimo primitivo, che non conosce figure istituzionali sacerdotali e vede nei vescovi, nei presbiteri e nei diaconi dei fedeli semplicemente incaricati di funzioni pastorali, anche quando detengono la presidenza di atti rituali e cultuali o disciplinano la vita spirituale e carismatica delle Chiese nelle quali operano.

 

Attualità, 2020-18

Più grande è la carità. Don Olinto Marella beato

Fabio Ruggiero

Chi era «Padre Marella»? Come il suo nome si è legato alla città di Bologna? Perché venne accusato di modernismo? E, soprattutto, sappiamo quanto innovative erano le sue idee pedagogiche e culturali? Il percorso storico che sta dietro alla beatificazione di questo santo della carità secondo la visione paolina è spiegato in queste pagine da Fabio Ruggiero, perito nella causa di beatificazione di don Olinto.

Dalla natale Pellestrina, dove nacque la sua vocazione, passando per gli studi a Roma, fino all’insegnamento a Bologna, l’Olinto noto per il suo pastrano e il cappello teso a chiedere l’elemosina diventa persona di vivace intelletto. «Si batté per il valore della libertà dei figli di Dio e con intima coerenza restò fedele ai doveri del proprio stato sacerdotale, sentendosi fermamente chiamato a esso», nonostante le difficoltà, i contrasti e le amarezze. «Sovente non compreso nella sua portata spirituale e nel suo disegno formativo, anche a motivo di un carattere particolarmente ostinato e finanche orgoglioso, visse sulla propria pelle la complessa storia del rinnovamento culturale del cattolicesimo italiano tra seconda metà dell’Ottocento e iniziali decenni del Novecento, prima di scegliere risolutamente la via dell’amore fraterno verso i più deboli come compimento di un travagliato percorso personale di sacerdote, insegnante ed educatore».

 

Attualità, 2018-4

La Lettera a Diogneto oggi: il paradosso del cristiano

Fabio Ruggiero

È opportuno riprendere in mano la cosiddetta Lettera a Diogneto. A più di cinquant’anni dalla sua conclusione vale la pena domandarsi ancora perché il Vaticano II, per compiere «un vero e proprio “balzo in avanti”» nella «missione verso il mondo», decise di ritornare alle fonti: la Scrittura, innanzitutto, e poi la tradizione patristica. Questo breve testo – il cui manoscritto ha subito una rocambolesca vicenda tra acquisti, perdite e ritrovamenti – pone, infatti, un invito «mirabile e paradossale» (F. Ruggiero) al tempo stesso per la vita del cristiano: quello a stare nel mondo ma a non essere del mondo.