Il 12 giugno i presidenti delle conferenze episcopali cattoliche dei paesi che fanno parte del «Gruppo dei 7» (G7), con il sostegno del presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) mons. Mariano Crociata, hanno pubblicato un appello comune ai capi di Stato e di governo in vista del vertice del G7 di Évian-les-Bains (15-17 giugno 2026). S’intitola «Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana». Appello dei presidenti delle conferenze episcopali cattoliche di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del presidente della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione Europea, in occasione del Vertice del G7. Il testo richiama la dignità della persona come fondamento di ogni governance politica ed economica, in un contesto di conflitti armati, erosione del multilateralismo e crisi climatica. Si articola in quattro punti: rilancio del multilateralismo e del diritto internazionale; centralità della persona nello sviluppo e nella solidarietà; protezione di bambini e giovani nell’era digitale; responsabilità verso il creato e i migranti. «Una pace duratura non può essere garantita solo dalla logica del potere, dalla corsa agli armamenti o dai rapporti di forza», evidenziano i firmatari. L’iniziativa, sostenuta anche da Pax Christi International, è la prima del suo genere.
Stampa (12.6.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.
L’interrelazione tra benessere economico e sociale e calo demografico è il prisma attraverso il quale guardare all’attuale situazione internazionale, «all’instabilità in cui viviamo, al “mondo a pezzi” rivelatosi al nostro sguardo negli ultimi due-tre decenni». Lo si analizza in questo testo – relazione d’apertura del VI Incontro di Camaldoli (6-9.11.2025) – concentrandosi in particolare sul declino di ciò che si definisce «Occidente», segnatamente «quello nato nel 1945 dall’alleanza fra gli Stati Uniti e 6 soli paesi europei, di cui 3 molto piccoli», distinguendo al suo interno le diverse situazioni di USA ed Europa. Ma lo sguardo si sofferma a lungo anche su altri protagonisti della scena mondiale, come la Cina, l’India e l’Africa sub-sahariana; sul nuovo equilibrio, ancora di là da venire, tra tutti questi soggetti e sul ruolo che l’Europa potrebbe ancora svolgervi, a determinate condizioni. La riflessione conclusiva insiste su quanto gli attuali tragici eventi e conflitti «sono da tempo aggravati e resi più velenosi… dal clima generale determinato dal prevalere almeno momentaneo della morte sulla vita cominciato a svilupparsi alcuni decenni fa» in Occidente e non solo.
Concluso il Cammino sinodale che ha impegnato la Chiesa cattolica italiana dal 2021 al 2025, ai vescovi «spetta adesso tracciare le linee pastorali per i prossimi anni», come ha sottolineato il 20 novembre papa Leone nel suo discorso all’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (17-20.11.2025), in cui ha voluto offrire «qualche riflessione affinché cresca e maturi uno spirito veramente sinodale nelle Chiese e tra le Chiese del nostro paese». Leone ha chiesto ai vescovi di proseguire sulla strada degli accorpamenti delle diocesi, di rispettare la norma dei 75 anni per la conclusione del servizio degli ordinari nelle diocesi, di favorire una maggiore partecipazione di persone nella consultazione per la nomina di nuovi vescovi.
Per attuare il Cammino sinodale appena concluso, la CEI ha affidato a un gruppo di vescovi «il compito di indicare percorsi di studio e approfondimento per il discernimento degli orientamenti e delle proposte del Documento di sintesi, in particolare quelli rivolti alla Conferenza episcopale italiana».
L’Assemblea ha anche approvato i documenti L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo ed Educare a una pace disarmata e disarmante; e ha approvato per un anno ad experimentum la riforma degli Uffici e dei Servizi della Segreteria generale.
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