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Attualità
Attualità, 10/1988, 15/05/1988, pag. 271

Rimini: servizio civile

S. C.

Leggi anche

Attualità, 2026-18

Europa e religiosità di ritorno: il germoglio

Il boom degli adulti che tornano alla fede

Tommaso Catellani

Da ormai diversi anni si assiste in Francia a un incremento dei battesimi di giovani adulti, come emerge anche dal recente viaggio di Leone XIV. Ci si chiede: «È un vero risveglio o un fuoco di paglia? (…) Se è un vero ritorno alla fede, a cosa è dovuto? È una tendenza solamente francese o è destinata a toccare tutta l’Europa, compresa l’Italia? Come cambia la vita della Chiesa» in conseguenza di questo fenomeno? Dalle risposte, attinte tanto da un’esperienza diretta dell’autore quanto dalle inchieste e dalle analisi che si stanno conducendo, emerge un «identikit del giovane francese che si riavvicina alla Chiesa» in cui risaltano un primo appello interiore, un cammino di fede che porta all’avvicinamento alla Chiesa, specialmente tramite la liturgia, e la scelta cruciale di chiedere il battesimo – a cui si arriva dopo anni di riflessione, di preghiera, di partecipazione alla messa –, seguita dal «percorso inatteso ed entusiasmante» del catecumenato. Per quanto riguarda il vissuto della Chiesa italiana, i pochi dati disponibili e la percezione di un affaticamento non devono far disperare, se si riescono a rivalutare tre elementi: «L’esperienza religiosa dei giovani, la vita liturgica e i centri di vita ecclesiale».

Documenti, 2026-5

Il mare ci chiede conto

Vescovi della Sicilia e della Calabria

Mons. corrado Lorefice; Vescovi della Calabria; mons. Antonino Raspanti

«Da Scalea ad Amantea, da Paola a Tropea, da Pantelleria a Custonaci: le coste della nostra terra e della Sicilia hanno accolto nelle ultime settimane almeno quindici corpi senza nome, restituiti dal Mediterraneo dopo i naufragi silenziosi che il ciclone Harry ha consumato tra il 15 e il 22 gennaio. Secondo le organizzazioni umanitarie, i dispersi totali potrebbero essere un migliaio. Un numero che non è una statistica: è una comunità intera inghiottita dal mare mentre l’Europa guardava altrove». La presa di posizione netta è dei vescovi della Calabria, che il 22 febbraio hanno pubblicato una dichiarazione intitolata Il mare ci chiede conto. Sullo stesso argomento era intervenuto il 20 febbraio l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice in un Messaggio all’organizzazione Mediterranea Saving Humans, «nel giorno in cui a Trapani si commemorano i migranti morti negli ultimi giorni nell’indifferenza generale». Secondo alcune fonti – come l’associazione Refugees in Libya – potrebbero essere fino a 1.000 le vittime del ciclone che si è abbattuto sul Mediterraneo occidentale tra il 15 e il 22 gennaio 2026. Successivamente, il 24 febbraio, il vescovo di Acireale Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana, in un Comunicato per i migranti deceduti ha espresso a nome dei vescovi siciliani «piena e convinta solidarietà» e condivisione a mons. Lorefice, dopo gli insulti ricevuti dal presule via social per la sua presa di posizione.

Stampa (24.2.2026) da siti web www.chiesadipalermo.it; www.conferenzaepiscopalecalabra.it; www.chiesedisicilia.org.

Documenti, 2026-3

Il presidente dei vescovi USA: moderazione

Pail S. Coakley

Facendo eco alle parole di papa Leone XIV durante l’Angelus del 25 gennaio l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, è intervenuto sulla repressione in corso a Minneapolis per mano delle forze dell’Immigration and customs enforcement (ICE). L’arcivescovo di Oklahoma City ha poi preso nuovamente la parola il 28 gennaio (www.usccb.org; nostra traduzione dall’inglese, con titolazione redazionale).