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Attualità
Attualità, 18/1985, 15/09/1985, pag. 513

Walter Kasper: una teologia tra i fronti

R. G.

Leggi anche

Attualità, 2022-22

Ebraismo, cristianesimo e cancel culture. Figlie e figli di chi? Le identità perdute

Pierre Gisel

Oggi «le identità vengono maltrattate, ma è bene farsi carico di ciò che è stato loro attribuito, evitando di lasciare questo tema in mano ai reazionari o ai fondamentalisti, poiché si tratta di questioni umane e sociali fondamentali». È questo il nucleo del saggio di Pierre Gisel. Il suo percorso va dalla centralità delle genealogie nella Bibbia ebraica alla filialità, che nel cristianesimo sfuma in un’«offerta per tutti» secondo una «modalità adottiva e appartenente a un ordine dello spirito»: un orizzonte universale, con la sua ambivalenza verso una «omogeneizzazione totalizzante». Lo sguardo poi corre alla modernità, con la rottura delle discendenze e delle identità autoreferenziali, e soprattutto alla postmodernità, con la fine dei messianismi e degli ideali sociali e il primato del funzionale su uno sfondo neutralizzato. L’autore vede la società attuale condurre «un processo di omogeneizzazione in sordina», giustificato in termini di «egualitarismo indifferenziato, con l’obbligo di adattarsi» e con il conseguente fiorire di radicalizzazioni (ne fa parte anche la cancel culture).
È necessario un passo indietro: non «tornare ad abitare le antiche discendenze e tradizioni così come sono», ma «affrontare deliberatamente la pluralità di cui è intessuto il mondo». Una rilettura della propria storia e una rielaborazione delle proprie proposte, conclude Gisel, che interpella tanto il cristianesimo quanto la modernità.

 

Attualità, 2022-14

W. Kasper, G. Augustin (a cura di), Percorsi di fraternità

Per raccogliere la sfida dell’enciclica Fratelli tutti

Walter Kasper, George Augustin

Ispirandosi a Fratelli tutti questo volume si vuole proporre come un invito a non rassegnarsi di fronte alle molteplici sfide che oggi ci troviamo di fronte, a non chiudersi nei propri problemi, quanto piuttosto a dare un contributo di ampio respiro per un mondo umano e fraterno, in vista del bene di tutti, e a gareggiare in una competizione di buone idee e buone azioni. L’enciclica Fratelli tutti, quale «lettera circolare» indirizzata a tutte le persone di buona volontà, ci può assicurare che non siamo soli, anzi che già ora viviamo in una comunità fraterna globale, che va al di là dei confini delle religioni e delle culture (...)

Attualità, 2022-8

Chiesa visibile Chiesa invisibile. Sempre pellegrina

Pierre Gisel

Siamo nel tempo della «società liquida», dove la «questione delle istituzioni» e delle loro «mediazioni» viene associata all’aggettivo «autoritario» e «arbitrario». Anche la Chiesa è dentro questo dibattito e, riandando alla lunga e ricca storia della discussione sul rapporto tra realtà visibile e invisibile, emergono gli elementi utili per discernere l’oggi, alla ricerca di un orientamento nel percorso sinodale. Dopo aver quindi passato in rassegna elementi della (variegata) Riforma protestante, della Controriforma di Trento e del Vaticano II (e delle sue questioni aperte), Pierre Gisel, docente di Teologia sistematica all’Università di Losanna, pone la tesi centrale: «La Chiesa non si dà fuori dalla cultura e dovrà resistere a quella tentazione del nostro tempo di essere la realtà resa autonoma e mondiale di un identitario deculturato» e basato su «una rilettura ideologizzata della tradizione da cui proviene». Essa deve essere «eterotopia significativa (…) iscritta in un luogo e determinata nella sua differenza», non s’identifica «in un progetto per il mondo», ma saprà dare valore a «richieste di cui essa non è l’orizzonte, come i riti di passaggio», «luogo di racconto» – a volte «un contro-racconto» – , luogo dove si coltivano pratiche di spiritualità (…) quasi pensate come servizio pubblico per l’umano», «luogo di diaconia attento a urgenze che la società non vede o non vede ancora o di cui non sa come farsi carico».