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Attualità
Attualità, 2/1984, 15/01/1984, pag. 23

Ginevra: No a una diocesi cattolica

L. P.

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Documenti, 2024-13

Il vescovo di Roma

Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani

«Anche se restano da risolvere alcune questioni ecclesiologiche fondamentali… molti dialoghi riconoscono la necessità di un primato per tutta la Chiesa per promuovere l’unità dei cristiani e la missione». Il 13 giugno è stato pubblicato il documento di studio Il vescovo di Roma. Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici e nelle risposte all’enciclica Ut unum sint. Il lungo e analitico testo elaborato dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani si propone come «una “raccolta dei frutti” dei recenti dialoghi ecumenici» sulla questione del ruolo del vescovo di Roma per l’unità dei cristiani, tema proposto alla discussione ecumenica da Giovanni Paolo II nel 1995 nell’enciclica Ut unum sint.

Il documento si conclude con una proposta del Dicastero, che individua i suggerimenti più significativi avanzati per un rinnovato esercizio del ministero di unità del vescovo di Roma «riconosciuto dagli uni e dagli altri» (Ut unum sint, n. 95). In particolare il processo avviato nella Chiesa cattolica per riscoprire la sinodalità nella propria vita e missione ha contribuito a evidenziarne la dimensione ecumenica: «La preparazione e la commemorazione congiunta del 1700° anniversario del primo concilio ecumenico (Nicea, 325) potrebbe fornire l’occasione per praticare questa sinodalità tra i cristiani di tutte le tradizioni».

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S. Della Pergola, Essere ebrei, oggi

Continuità e trasformazioni di un’identità

Sergio Della Pergola

Come è noto, esiste una quantità quasi infinita di ricerche sulla storia e sul pensiero degli ebrei. Si tratta di lavori che trattano soprattutto del passato, o che se si occupano del presente lo fanno sovente dal punto di vista delle norme codificate della religione ebraica.

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Occidente – Cultura: che cos’è il wokeism

Gabriele Palasciano

Il termine «wokeism» (in italiano wokismo) è costruito a partire dall’aggettivo woke, derivato dall’African American Vernacular English, ovvero l’inglese vernacolare afroamericano (noto anche come Black English), e può essere tradotto come «consapevole», «attento», «vigile», con un implicito riferimento alla giustizia sociale, alle questioni razziali e ai diritti delle minoranze.