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Attualità
Attualità, 16/1982, 15/08/1982, pag. 378

Opus Dei: la prelatura annunciata e non spiegata

L.A.

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Documenti, 2026-3

Mater populi fidelis

Su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all'opera della salvezza

Dicastero per la dottrina della fede

Dietro questa nota dottrinale intitolata Mater populi fidelis su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza, come ha dichiarato il prefetto del dicastero, card. Victor Manuel Fernández, «c’è una ricca storia di decenni»: essa «risponde a numerose domande e proposte (...) giunte presso la Santa Sede soprattutto negli ultimi 30 anni», tra cui uno studio avvenuto attorno al 1996. Il documento, pubblicato il 4 novembre 2025, non solo «chiarisce in che senso sono accettabili o meno alcuni titoli ed espressioni riferiti a Maria», ma «si propone di approfondire i corretti fondamenti della devozione mariana» (Presentazione) relativamente alla «cooperazione di Maria all’opera della salvezza». In particolare, è «sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice», che «rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo». Analogamente «è necessaria una speciale prudenza nell’applicare a Maria» il «titolo di “Mediatrice”»: «di fronte alla tendenza ad ampliare la portata della cooperazione di Maria, partendo da questo termine», ne viene specificata «sia la preziosa portata sia i limiti». La Nota si sofferma poi sul titolo di «Madre dei credenti», approfondendo l’aspetto della maternità spirituale di Maria, e particolarmente su quello di «Madre della grazia». La conclusione invita a contemplare Maria come «Madre del popolo fedele». La firma di papa Leone XIV esplicita il valore del documento come parte del magistero ordinario della Chiesa.

Stampa (4.11.2025) da sito web www.vatican.va.

Documenti, 2026-3

Una casa di pace nell'età della forza

I vescovi italiani sull'attualità politica e sociale

Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (26-28 gennaio 2026)

«In un contesto globale definito “età della forza”, dove il diritto internazionale cede il passo alle armi e alla logica del dominio, i vescovi hanno rinnovato l’impegno della Chiesa italiana a essere “casa della pace”, accogliendo l’invito di papa Leone XIV a riscoprire l’essenziale della fede cristiana» (Comunicato finale). È stato questo il punto centrale della sessione invernale del Consiglio episcopale permanente, che si è riunito a Roma dal 26 al 28 gennaio. All’ordine del giorno c’erano le priorità pastorali e i passi da compiere per dare seguito alle decisioni maturate a conclusione del Cammino sinodale e dopo l’Assemblea generale del novembre scorso. È stato quindi deciso che il tema principale dell’82ª Assemblea generale (a Roma dal 25 al 28 maggio) saranno gli orientamenti pastorali della Chiesa in Italia e le decisioni post-sinodali.

Molta attenzione ha suscitato l’appello del presidente dei vescovi, il card. Matteo Zuppi, riguardante il referendum confermativo della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, previsto per il 22 e 23 marzo, appello che da alcuni è stato inteso come un’indicazione a votare «no». Interpretazione poi smentita dall’agenzia stampa della CEI SIR il 27 gennaio.

Stampa (28.1.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.

Attualità, 2026-2

America Latina - Venezuela e Cile: sommovimenti

Gabriella Zucchi
Nella grande incertezza che domina il Venezuela dopo l’attacco statunitense che il 3 gennaio ha decapitato il Governo del paese, catturando il presidente Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores, senza tuttavia rovesciare il regime chavista (cf. Regno-att. 22,2025,667), la Chiesa cattolica ha conservato un atteggiamento assai prudente. Il giorno stesso la Conferenza episcopale ha fatto...