Magyar dovrà ristabilire le pratiche istituzionali erose durante la gestione illiberale di Orbán, imponendo alla propria parte limiti formali e informali all’esercizio del potere, pur legittimo.
Il cuore dell’opera sta tutto in quell’espressione che ha reso il teologo peruviano una figura decisiva del Novecento teologico: «Il Dio dei poveri».
Scrivere oggi sull’amore equivale a maneggiare una parola esausta, usata come slogan, come alibi, come merce. Nel suo ultimo libro sull’amore Massimo Gramellini compie un’operazione che pare dimessa e invece è strategica: non punta a rifondare il concetto, ma a rimetterlo in circolo. Non lo definisce, ma lo adotta; non lo celebra, lo impiega.
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