Alla fase critica nel mese di aprile nei rapporti tra l’amministrazione Trump e la Santa Sede circa la guerra in Iran, sono seguite settimane d’assestamento sul piano interno. Il 17 maggio si è tenuto sul National Mall di Washington il «Rededicate 250», un raduno nazionale organizzato dalla Casa Bianca, che ha celebrato il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 riunendo leader governativi, organizzazioni religiose e migliaia di statunitensi per una giornata di preghiera, adorazione e ringraziamento.
«Mentre l’intelligenza umana continuamente si sviluppa in modo organico nel corso della crescita fisica e psicologica della persona ed è plasmata da una miriade di esperienze vissute nella corporeità, l’IA manca della capacità di evolversi in questo senso» (Antiqua et nova, n. 31). I pronunciamenti più recenti del magistero, non ultima l’enciclica Magnifica humanitas, indicano nella corporeità dell’essere razionale la dimensione capace di dare forma a un’esperienza complessa e non riproducibile in un sistema computazionale per quanto potente e capace di «apprendimento». Stimoli sensoriali, risposte emotive, interazioni sociali, empatia, l’esperienza della malattia, della fragilità, della fallibilità come scoperta e custodia del senso di un limite che apre l’esistenza personale alla relazione e alla trascendenza. Uno sguardo alla corporeità umana nelle sue dimensioni – animale, meccanica, relazionale e spirituale – è quanto offrono i contributi qui raccolti, frutto di un seminario organizzato dall’Associazione Nuovo SEFIR.
Come dovrebbe reagire il Vaticano quando il leader più potente del mondo calpesta le norme democratiche abusando del potere esecutivo, violando i diritti umani fondamentali e mettendo in discussione la legittimità delle libere elezioni?
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