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Culto e giustizia

III domenica di Quaresima Es 20,1-17; Sal 19 (18); 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25 «La forma del Santuario ricordava quella del leone: larga sul davanti, dove presentava due colonne, e stretta posteriormente» (F. Ephraim): l’immagine è suggestiva ed evoca la maestosa bellezza della costruzione, di cui troviamo un accenno anche nel Nuovo Testamento (cf. Lc 21,7).           Centro cultuale e non solo, attorno il Tempio si era formata, se non un’ideologia, una sensibilità, di cui il quarto vangelo ci mostra un ulteriore...

È bello essere qui

II domenica di Quaresima Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal 116 (115); Rm 8,31-34; Mc 9,2-10 Sacrificio di Isacco o prova di Abramo? Il testo di Gen 22,1 pare inequivocabile: wüha´elohim nissah (ebr.) e o theos epeirazon (LXX). I due verbi sono conosciuti, perché quello ebraico sarà tipico del racconto dell’esodo, fino a determinare un toponimo (Massa, il luogo della tentazione, cf. Sal 95,8) e il secondo è quello delle tentazioni di Gesù.           Secondo la tradizione (cf. Pirqe Abot V, 4) Abramo è...

Il momento della prova

I domenica di Quaresima Gen 9,8-15; Sal 25 (24); 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15           Il racconto della tentazione di Gesù è presente in tutti i Sinottici. Mentre però Matteo e Luca lo configurano come una disputa tra due maestri che interpretano le Scritture (Petrosino), Marco, nella sua estrema brevità, ha evidentemente un altro obiettivo.           Il v. 12 inizia con un kai euthus, «e subito», che imprime rapidità al racconto (è il secondo degli 11...

Contagio irreversibile

VI domenica del tempo ordinario Lv 13,1-2.45-46; Sal 32 (31); 1Cor 10,21; Mc 1,40-45        La cosiddetta «giornata di Cafarnao» si chiude con una serie di spostamenti imprecisati «per tutta la Galilea» (v, 39, eis olen ten Galilaian), accompagnati da guarigioni, avendo come riferimento solo le sinagoghe; questo «andare» subisce una brusca interruzione con l’apparire di un lebbroso, che compare sulla scena del racconto senza preamboli, introdotto da un semplice presente storico («e viene», kai erchetai, v. 40), che rende...

Il Gesù quotidiano

V domenica del tempo ordinario Gb 7,1-4.6-7; Sal 147 (146); 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39           La guarigione della suocera di Pietro non riceve molta attenzione da parte dei commentatori, benché sia un episodio presente in tutti e tre i Sinottici (cf. Mt 8,14-16, Lc 4,38-39). Nel passato alcuni padri della Chiesa si sono affrettati a dire che Pietro era vedovo, altri che la moglie lo accompagnava poi nei suoi viaggi e morì infine martire, quasi che l’avere famiglia costituisse un elemento imbarazzante. Attualmente della suocera...

Il potere della parola

IV domenica del tempo ordinario Dt 18,15-20; Sal 94; 1Cor 7,32-35; Mc 1,21-28           Ogni testo richiama l’attenzione di un certo tipo di lettore e contemporaneamente lo costruisce. Il racconto di Marco costruisce un lettore «spiazzato» (Marguerat). È infatti un racconto fatto di frasi rapide, di unità segmentate. Parla di Gesù descrivendone i continui spostamenti, non solo da un paesaggio o da un luogo all’altro, ma anche all’interno dello stesso paesaggio, come avremo modo di vedere nella cosiddetta...

Una chiamata aperta

III domenica del tempo ordinario Gn 3,1-5.10; Sal 25 (24); 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20           Se si eccettuano due versetti del Salmo 104 (vv. 25-26), in cui persino il tremendo Leviatan diventa un compagno di giochi o un giocattolo nelle mani di Dio, l’antico Israele dimostra poca simpatia per il mare, il cui fragore evoca l’originario e mostruoso abisso. Si capisce perciò come uno specchio d’acqua di modeste dimensioni, come il lago Kinneret, o di Galilea o di Tiberiade, percosso però da improvvise tempeste, venga...

Di sguardi e di silenzi

II domenica del tempo ordinario 1Sam 3,3-10.19; Sal 39; 1Cor 6,13-15.17-20; Gv 1,35-42           Tutto il racconto giovanneo che ascoltiamo questa domenica scorre tra due sguardi.           Il primo è quello del Battista che, visto (emblepsas, v. 36) Gesù, lo indica (ide, alla lettera «vedi» imperativo aoristo, tradotto in forma avverbiale con «ecco», v. 36) a due suoi discepoli, e dà così inizio all’opera di diminuzione di sé di cui parlerà...

Il cielo sopra il bambino

Epifania del Signore Is 60,1-6; Sal 72 (71); Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12           C’è un personaggio silenzioso ma eloquente, che pare avere un ruolo decisivo in questo racconto di Matteo: il cielo.           Il cielo parla, come già aveva detto il salmista (Sal 19,4-5, trad. di Alonso Schökel): «Senza che parlino, senza che annuncino, / con voce inudibile, / il loro proclama raggiunge tutta la terra, / il loro linguaggio i confini dell’orbe». Del resto altri grandi...

Un bimbo è nato in Israele

Maria santissima madre di Dio Nm 6,22-27; Sal 67 (66); Gal 4,4-7; Lc 2,16-21 Se rileggiamo Luca a partire dal versetto 15 possiamo avere un quadro esauriente della scena dei pastori alla grotta: «Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento (rēma) che il Signore ci ha fatto conoscere”». Da questa reciproca esortazione parte il cammino che essi intraprendono affrettandosi (speusantes, v. 16) e, di seguito, il resoconto della costatazione di quanto...