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L’ora della grazia

XXV domenica del tempo ordinario Is 55,6-9; Sal 145 (144); Fil 1,20-24.27; Mt 20,1-16 Un «detto vagante» (Lancellotti) introduce e conclude la parabola di Mt 20,1-16, a partire da Mt 19,30. A chi sia riferito questo primi-ultimi e ultimi-primi lo si dovrà capire dal contesto. Il detto ha purtroppo alimentato nel tempo una teologia della sostituzione dalle nefaste conseguenze, che purtroppo ancora esiste e resiste in certi ambiti. Ma se pensiamo alla domanda di Pietro che chiude il c. 19, la parabola sembra proprio l’esemplificazione della risposta di Gesù. Pietro...

L’iperbole del perdono

XXIV domenica del tempo ordinario Sir 27,33-28,9; Sal 103 (102); Rm 14,7-9; Mt 18,21-35 L ' insegnamento sul perdono secondo Matteo è all'insegna delle iperboli numeriche. La prima: Pietro rivolge a Gesù una domanda, che non pare capziosa né improntata al fatto di volersi giustificare. È una domanda legittima su un tema che si poteva dibattere, come quello se fosse lecito o no salvare una vita di sabato (cf. Lc 6,9), e che cosa poi volesse dire salvare una vita. Il fatto che Pietro precisi «sette volte» , sapendo che questo numero indica pienezza e compimento,...

Correggere per costruire

XXIII domenica del tempo ordinario Ez 33,1.7-9; Sal 95 (94); Rm 13,8-10; Mt 18,15-20 Correzione fraterna, perdono, accoglienza e stima dell’altro sono forse i temi più scabrosi e controversi della vita cristiana. Come è stato detto: «Per una correzione fraterna ci vuole un clima fraterno», a dire che il problema è quello di uno sfondo necessario. Forse per questo il testo di Mt 18,15-20 è costruito su nove «se» (gr. ean), e si muove tra ipotesi di possibilità ed eventualità. La costruzione di una comunità è...

Scandalo

In Matteo vediamo il primo esplicito annuncio della passione, sorte a cui Gesù «deve» andare incontro: essa non è frutto di  circostanze ma un dovere apostolico.

Il tesoro

XVII domenica del tempo ordinario 1Re 3,5.7-12; Sal 119 (118); Rm 8,28-30; Mt 13,44-52 Il discorso di Gesù in Mt 13, dopo due ultime brevi parabole incentrate sulla ricerca e sulla gioia del Regno, culmina con una domanda non retorica (v. 51), che vuole piuttosto confermare il suo ruolo di maestro autorevole. Chiedendo infatti se i discepoli abbiano capito «tutte queste cose» (tauta panta), a ripresa delle «molte cose» (polla) del v. 3, ovvero il Regno e i suoi misteri (v. 11), sottopone gli stessi discepoli come a una verifica, alla quale essi rispondono senza...

L’insuccesso della predicazione

XV domenica del tempo ordinario Is 55,10-11; Sal 65 (64); Rm 8,18-23; Mt 13,1-23 Le parabole ci ricordano che l’importante è raccontare, o almeno che si può sempre raccontare e ancora che il racconto ha maggiore efficacia di qualunque discorso esortatorio o dottrinale. Si tratta di un’arte e di un sapere antico, presente in tutte le culture, che a poco a poco costruisce tradizioni che confluiscono in diversi generi letterari. La parabola in particolare, accostando realtà quotidiane espresse in maniera esplicita a realtà eterne che devono essere scoperte...

Piccoli

XIV domenica del tempo ordinario Zc 9,9-10; Sal 145 (144); Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30 Il c. 11 di Matteo si conclude con un appello agli «stanchi e oppressi» (kopiontes kai pephortismenoi, v. 28) appellati direttamente con «voi». In qualche modo lo sguardo di Gesù e nostro si posa sulle folle «stanche e sfinite» (eskylmenoi kai erimmenoi) di Mt 9,36, anche se la terminologia è diversa. Abbiamo di fronte un popolo oppresso politicamente e che non trova consolazione nell’insegnamento tradizionale; l’appello – passando dall’oggettivazione...

Nulla va perduto

XIII domenica del tempo ordinario 2Re 4,8-11.14-16; Sal 89 (88); Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42 Con Mt 10,37-42 si conclude il discorso missionario. Sarà necessario partire dal v. 34, in cui Gesù dichiara quale sia lo scopo e il presupposto, nello stesso tempo, della sua venuta. La sua dichiarazione può ricordarci la profezia di Simeone riferitaci da Lc 2,35: di fronte a lui non si resterà neutrali, una spada trapasserà l’anima di Israele, famiglia per famiglia, sinagoga per sinagoga. Che si tratti di un grosso coltello d’uso quotidiano o una spada...

Un padre che provvede

XII domenica del tempo ordinario Ger 20,10-13; Sal 69 (68); Rm 5,12-15; Mt 10,26-33 Ha scritto molti anni fa A. Chouraqui che il Dio della Bibbia è l’unico dio che dica «non temere» o «non temete», specie nei racconti di vocazione. Solo i personaggi poi che maggiormente vivono secondo criteri, per così dire, divini – la giustizia, il rispetto della persona, l’amore, l’accoglienza dell’altro – possono dire la stessa cosa. Per tutti valga l’esempio di Giuseppe verso i suoi non cordiali fratelli (cf. Gen 50,19.21). In...

Cibo di popolo

Santissimo corpo e sangue di Cristo Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58 Si parla spesso di cibo nelle Scritture, e se ne parla pressoché sempre tra memoria e ringraziamento, in particolare quando si tratta del cibo basilare, quello essenziale, pane vino e olio, come ricorda il salmo 104,15. Del resto, basta pensare al paesaggio tradizionale tra Galilea Samaria e Giudea: campi di grano e orzo, ulivi, viti e in più alberi di fichi e melagrane. Così Dt 8,1ss, di cui già abbiamo incontrato il v. 3 nella prima domenica di Quaresima, ci mette davanti, con...