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L’insuccesso della predicazione

XV domenica del tempo ordinario Is 55,10-11; Sal 65 (64); Rm 8,18-23; Mt 13,1-23 Le parabole ci ricordano che l’importante è raccontare, o almeno che si può sempre raccontare e ancora che il racconto ha maggiore efficacia di qualunque discorso esortatorio o dottrinale. Si tratta di un’arte e di un sapere antico, presente in tutte le culture, che a poco a poco costruisce tradizioni che confluiscono in diversi generi letterari. La parabola in particolare, accostando realtà quotidiane espresse in maniera esplicita a realtà eterne che devono essere scoperte...

Piccoli

XIV domenica del tempo ordinario Zc 9,9-10; Sal 145 (144); Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30 Il c. 11 di Matteo si conclude con un appello agli «stanchi e oppressi» (kopiontes kai pephortismenoi, v. 28) appellati direttamente con «voi». In qualche modo lo sguardo di Gesù e nostro si posa sulle folle «stanche e sfinite» (eskylmenoi kai erimmenoi) di Mt 9,36, anche se la terminologia è diversa. Abbiamo di fronte un popolo oppresso politicamente e che non trova consolazione nell’insegnamento tradizionale; l’appello – passando dall’oggettivazione...

Nulla va perduto

XIII domenica del tempo ordinario 2Re 4,8-11.14-16; Sal 89 (88); Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42 Con Mt 10,37-42 si conclude il discorso missionario. Sarà necessario partire dal v. 34, in cui Gesù dichiara quale sia lo scopo e il presupposto, nello stesso tempo, della sua venuta. La sua dichiarazione può ricordarci la profezia di Simeone riferitaci da Lc 2,35: di fronte a lui non si resterà neutrali, una spada trapasserà l’anima di Israele, famiglia per famiglia, sinagoga per sinagoga. Che si tratti di un grosso coltello d’uso quotidiano o una spada...

Un padre che provvede

XII domenica del tempo ordinario Ger 20,10-13; Sal 69 (68); Rm 5,12-15; Mt 10,26-33 Ha scritto molti anni fa A. Chouraqui che il Dio della Bibbia è l’unico dio che dica «non temere» o «non temete», specie nei racconti di vocazione. Solo i personaggi poi che maggiormente vivono secondo criteri, per così dire, divini – la giustizia, il rispetto della persona, l’amore, l’accoglienza dell’altro – possono dire la stessa cosa. Per tutti valga l’esempio di Giuseppe verso i suoi non cordiali fratelli (cf. Gen 50,19.21). In...

Cibo di popolo

Santissimo corpo e sangue di Cristo Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58 Si parla spesso di cibo nelle Scritture, e se ne parla pressoché sempre tra memoria e ringraziamento, in particolare quando si tratta del cibo basilare, quello essenziale, pane vino e olio, come ricorda il salmo 104,15. Del resto, basta pensare al paesaggio tradizionale tra Galilea Samaria e Giudea: campi di grano e orzo, ulivi, viti e in più alberi di fichi e melagrane. Così Dt 8,1ss, di cui già abbiamo incontrato il v. 3 nella prima domenica di Quaresima, ci mette davanti, con...

Santissima Trinità

Santissima Trinità Es 34,4-6.8-9; Dn 3,52-56; 2Cor 13,11-13; Gv 3,16-18 «Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà (cf. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura (cf. Ef 2,18; 2Pt 1,4). Con questa Rivelazione infatti il Dio invisibile (cf. Col 1,15; 1Tm 1,17) nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cf. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cf. Bar 3,38), per invitarli...

Di pietre o di mattoni

Pentecoste At 2,1-11; Sal 104(103); 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23 Una narrazione che non riesce a raccontare è la prima impressione di fronte al testo di At 2,1-3. Le immagini si susseguono evocando più che descrivendo. Nel v. 2 compaiono: «un fragore quasi un vento» (ci si aspetterebbe, semmai, «quasi un tuono») che riempie la casa e poi «lingue come di fuoco». Sono quel «quasi» e quel «come» a dare un senso di indeterminatezza: colui che scrive pare indeciso su suoni e immagini, tra uragano, terremoto, tuono e fulmini:...

Vivere in uno sguardo

Ascensione del Signore At 1,1-11; Sal 47 (46); Ef 1,17-23; Mt 28,16-20 Una storia che finisce dove è incominciata: Matteo colloca la sua unica apparizione di Gesù ai suoi, dopo la risurrezione, in Galilea: quella Galilea delle genti (cf. Mt 4,15) dove, appunto, il ministero di Gesù aveva avuto inizio. Inoltre nell’annuncio in sogno a Giuseppe si diceva che il bambino si sarebbe chiamato, citando il profeta Isaia, «Emmanuele, che significa Dio con noi» (Mt 1,23), e l’ultima parola di Gesù è «io sono con voi». A conferma del...

Un progetto di vita

VI domenica di Pasqua At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21 Due volte soltanto la parola «orfano/i» compare nel Nuovo Testamento: in Gv 14,18 e Gc 1,27. Il testo di Giacomo è sulla linea del Primo Testamento, dove vedove e orfani, assieme allo straniero residente (ger), sono considerati categorie sociali deboli da tutelare. Difendere i diritti della vedova e dell’orfano, in particolare, che non sono protetti da un marito e da un padre, è insegnamento fondamentale della Torah e dei Profeti (cf. Es 22,21-22; Dt 24,17.19-21, 26,12-13; Is 1,17; Ger 7,6;...

Il dono della strada

V domenica di Pasqua At 6,1-7; Sal 33 (32); 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12 Nella notte decisiva, secondo il racconto di Giovanni, si va da un turbamento all’altro. L’impressione, di fronte a Gv 14,1-12, è che questo racconto proceda in maniera ellittica, attraverso un dialogo concitato, come accade tra persone sorprese, addolorate e sconvolte, in cui le emozioni prevalgono sui pensieri razionali, scompigliandoli. Gv 13,21ss ha introdotto il tema di ciò che dovrà accadere nell’arco delle prossime ore. Pietro, per una volta, non è intervenuto direttamente (cf....