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Dal vedere all’ascoltare

II domenica di Pasqua At 4,32-35; Sal 118 (117); 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31           In Gv 20 sono narrati tre episodi cui segue una specie di conclusione (vv. 30-31). Due di questi episodi accadono nello stesso giorno «uno», il terzo otto giorni dopo.           Al centro dell’interesse di Giovanni però sta la realtà del corpo. Nel corpo c’è tutto. Benché per secoli la tradizione, forse condizionata da una concezione platonica, abbia considerato il corpo...

Il giorno del riscatto

Domenica di Pasqua At 10,34.37-43; Sal 118 (117); Col 3,1-4 o 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9           Prendersi cura dei propri morti è uno degli atti più seri e importanti della pietà ebraica. In antico era riservato alle donne ed era operazione lunga e complessa. Il corpo doveva essere lavato, eventuali ferite cauterizzate, veniva raccolto il sangue che ne fosse fuoriuscito per essere sepolto, e ancora la salma veniva profumata e cosparsa di unguenti e infine avvolta in un lenzuolo insieme con l’indumento rituale chiamato tallet,...

Presenza nel buio

Domenica delle Palme Is 50,4-7; Sal 22 (21); Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47           Benché presente in tutti e quattro i Vangeli, il racconto dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e quello della passione sono narrati con molte comprensibili differenze, ma anche con svariate contraddizioni: ogni interprete ha notato le sue cercando di darne ragione.           La più vistosa è forse lo scarto cronologico tra tale ingresso e la pasqua che segue. L’agitare rami di palma (ta...

La vita come parabola

V domenica di Quaresima 2Cr36,14-16.19-23; Sal 136; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21 Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte (Gen 27,2) – dice Isacco al figlio Esaù –, e sono parole che tutti potremmo condividere. Non conoscere il giorno e soprattutto ignorare le circostanze della propria morte, tranne che in casi molto speciali, è una delle particolarità della condizione umana. Gesù invece conosce l’ora o, meglio, sa che c’è un’ora decisa e decisiva che egli può individuare almeno in parte dal concorso delle circostanze...

Tenace amore

IV domenica di Quaresima 2Cr 36,14-16.19-23; Sal 136; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21           I primi quattro capitoli di Giovanni disegnano lo scenario ambientale e umano entro il quale si svolge l’intera vicenda di Gesù. La Galilea, il Tempio, Gerusalemme, la Samaria: in questi luoghi Gesù incontra pescatori, abitanti di villaggio a un banchetto di nozze, mercanti e frequentatori del tempio, un dottore fariseo, una donna dalla vita movimentata, un funzionario pagano. Sono, come si vede, mondi diversificati quasi più del paesaggio...

Culto e giustizia

III domenica di Quaresima Es 20,1-17; Sal 19 (18); 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25 «La forma del Santuario ricordava quella del leone: larga sul davanti, dove presentava due colonne, e stretta posteriormente» (F. Ephraim): l’immagine è suggestiva ed evoca la maestosa bellezza della costruzione, di cui troviamo un accenno anche nel Nuovo Testamento (cf. Lc 21,7).           Centro cultuale e non solo, attorno il Tempio si era formata, se non un’ideologia, una sensibilità, di cui il quarto vangelo ci mostra un ulteriore...

È bello essere qui

II domenica di Quaresima Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal 116 (115); Rm 8,31-34; Mc 9,2-10 Sacrificio di Isacco o prova di Abramo? Il testo di Gen 22,1 pare inequivocabile: wüha´elohim nissah (ebr.) e o theos epeirazon (LXX). I due verbi sono conosciuti, perché quello ebraico sarà tipico del racconto dell’esodo, fino a determinare un toponimo (Massa, il luogo della tentazione, cf. Sal 95,8) e il secondo è quello delle tentazioni di Gesù.           Secondo la tradizione (cf. Pirqe Abot V, 4) Abramo è...

Il momento della prova

I domenica di Quaresima Gen 9,8-15; Sal 25 (24); 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15           Il racconto della tentazione di Gesù è presente in tutti i Sinottici. Mentre però Matteo e Luca lo configurano come una disputa tra due maestri che interpretano le Scritture (Petrosino), Marco, nella sua estrema brevità, ha evidentemente un altro obiettivo.           Il v. 12 inizia con un kai euthus, «e subito», che imprime rapidità al racconto (è il secondo degli 11...

Contagio irreversibile

VI domenica del tempo ordinario Lv 13,1-2.45-46; Sal 32 (31); 1Cor 10,21; Mc 1,40-45        La cosiddetta «giornata di Cafarnao» si chiude con una serie di spostamenti imprecisati «per tutta la Galilea» (v, 39, eis olen ten Galilaian), accompagnati da guarigioni, avendo come riferimento solo le sinagoghe; questo «andare» subisce una brusca interruzione con l’apparire di un lebbroso, che compare sulla scena del racconto senza preamboli, introdotto da un semplice presente storico («e viene», kai erchetai, v. 40), che rende...

Il Gesù quotidiano

V domenica del tempo ordinario Gb 7,1-4.6-7; Sal 147 (146); 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39           La guarigione della suocera di Pietro non riceve molta attenzione da parte dei commentatori, benché sia un episodio presente in tutti e tre i Sinottici (cf. Mt 8,14-16, Lc 4,38-39). Nel passato alcuni padri della Chiesa si sono affrettati a dire che Pietro era vedovo, altri che la moglie lo accompagnava poi nei suoi viaggi e morì infine martire, quasi che l’avere famiglia costituisse un elemento imbarazzante. Attualmente della suocera...