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Cibo di popolo

Santissimo corpo e sangue di Cristo Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58 Si parla spesso di cibo nelle Scritture, e se ne parla pressoché sempre tra memoria e ringraziamento, in particolare quando si tratta del cibo basilare, quello essenziale, pane vino e olio, come ricorda il salmo 104,15. Del resto, basta pensare al paesaggio tradizionale tra Galilea Samaria e Giudea: campi di grano e orzo, ulivi, viti e in più alberi di fichi e melagrane. Così Dt 8,1ss, di cui già abbiamo incontrato il v. 3 nella prima domenica di Quaresima, ci mette davanti, con...

Santissima Trinità

Santissima Trinità Es 34,4-6.8-9; Dn 3,52-56; 2Cor 13,11-13; Gv 3,16-18 «Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà (cf. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura (cf. Ef 2,18; 2Pt 1,4). Con questa Rivelazione infatti il Dio invisibile (cf. Col 1,15; 1Tm 1,17) nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cf. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cf. Bar 3,38), per invitarli...

Di pietre o di mattoni

Pentecoste At 2,1-11; Sal 104(103); 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23 Una narrazione che non riesce a raccontare è la prima impressione di fronte al testo di At 2,1-3. Le immagini si susseguono evocando più che descrivendo. Nel v. 2 compaiono: «un fragore quasi un vento» (ci si aspetterebbe, semmai, «quasi un tuono») che riempie la casa e poi «lingue come di fuoco». Sono quel «quasi» e quel «come» a dare un senso di indeterminatezza: colui che scrive pare indeciso su suoni e immagini, tra uragano, terremoto, tuono e fulmini:...

Vivere in uno sguardo

Ascensione del Signore At 1,1-11; Sal 47 (46); Ef 1,17-23; Mt 28,16-20 Una storia che finisce dove è incominciata: Matteo colloca la sua unica apparizione di Gesù ai suoi, dopo la risurrezione, in Galilea: quella Galilea delle genti (cf. Mt 4,15) dove, appunto, il ministero di Gesù aveva avuto inizio. Inoltre nell’annuncio in sogno a Giuseppe si diceva che il bambino si sarebbe chiamato, citando il profeta Isaia, «Emmanuele, che significa Dio con noi» (Mt 1,23), e l’ultima parola di Gesù è «io sono con voi». A conferma del...

Un progetto di vita

VI domenica di Pasqua At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21 Due volte soltanto la parola «orfano/i» compare nel Nuovo Testamento: in Gv 14,18 e Gc 1,27. Il testo di Giacomo è sulla linea del Primo Testamento, dove vedove e orfani, assieme allo straniero residente (ger), sono considerati categorie sociali deboli da tutelare. Difendere i diritti della vedova e dell’orfano, in particolare, che non sono protetti da un marito e da un padre, è insegnamento fondamentale della Torah e dei Profeti (cf. Es 22,21-22; Dt 24,17.19-21, 26,12-13; Is 1,17; Ger 7,6;...

Il dono della strada

V domenica di Pasqua At 6,1-7; Sal 33 (32); 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12 Nella notte decisiva, secondo il racconto di Giovanni, si va da un turbamento all’altro. L’impressione, di fronte a Gv 14,1-12, è che questo racconto proceda in maniera ellittica, attraverso un dialogo concitato, come accade tra persone sorprese, addolorate e sconvolte, in cui le emozioni prevalgono sui pensieri razionali, scompigliandoli. Gv 13,21ss ha introdotto il tema di ciò che dovrà accadere nell’arco delle prossime ore. Pietro, per una volta, non è intervenuto direttamente (cf....

Il Dio pastore

 

 

Le speranze ritrovate

III domenica di Pasqua At 2,14.22-33; Sal 16 (15); 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35 Almeno tre località si contendono la possibilità di essere identificate come la biblica Emmaus, menzionata anche nel Primo libro dei Maccabei e svariate volte da Flavio Giuseppe, ma non è certamente questo a catturare la nostra attenzione. Tanto più che Mc 16,12, che pare raccontare lo stesso episodio, si limita a parlare genericamente di «campagna» (eis agron). Anche Luca, in realtà, dona meno attenzione al villaggio, ossia alla meta, che non al percorso che a esso conduce....

Tommaso, che si fa domande

II domenica di Pasqua At 2,42-47; Sal 118 (117); 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31 L’aramaico thomas significa «gemello», e anche il greco didymos significa «gemello» – ne è quindi la traduzione –; c’è allora il dubbio che non si tratti di un vero nome proprio raddoppiato, tanto più che il testo non precisa di chi sia gemello, mentre in altre occasioni viene precisato il legame tra fratelli (cf. per esempio Gv 1,40). Stando così le cose si può pensare, pur con tutte le dovute cautele, che con questa denominazione si voglia...

Fratelli nella passione

Domenica di Pasqua Vangelo della veglia, Mt 28,1-10 G. Vermes commentava ironicamente, a proposito dei racconti della risurrezione, che l’unica cosa sicura è che il cadavere è sparito, perché, pur avendoci provato, non era riuscito a far quadrare i dati di una narrazione che non si esige omogenea, ma almeno con qualche concordanza temporale, se non situazionale. Questo in realtà è comprensibile: la stessa cosa raccontata a distanza di tempo da persone differenti non può assolutamente concordare. Tanto più – e questo è l’elemento...