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Prendere, accogliere, ricevere

Santissima Trinità Pr 8,22-31; Sal 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15 Lo Spirito è il sigillo della crescita nella fede, nella speranza e nella carità. Le tre virtù definite teologali sono il modo dato alla creatura umana per partecipare alla vita di Dio. Nessuno perciò riesce a viverle in pienezza: la distanza non è mai colmabile, c’è sempre un oltre. Paolo afferma che se non si avesse l’amore (agape) non si sarebbe nulla (cf. 1Cor 13,2); ma chi può davvero dichiarare di avere in pienezza l’amore, la realtà più grande...

Il ricordo dello Spirito

Domenica di Pentecoste At 2,1-11; Sal 104 (103); Rm 8,8-17; Gv 14,15-16.23-26 La liturgia di questa domenica di Pentecoste ci ripropone, in parte, un brano del Vangelo già proclamato due settimane fa nella VII domenica di Pasqua. È una singolare coincidenza che il passo affermi che il Paraclito, lo Spirito Santo, «vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto» (Gv 14,26). Nel loro piccolo, anche le letture liturgiche sembrano volersi conformare a questo richiamo al ricordo. Il Paraclito può giungere solo se Gesù è andato via (cf. Gv 16,7)....

Nella forza dello Spirito

Ascensione del Signore At 1,1-11; Sal 47 (46); Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53 Luca, dopo il prologo «storiografico» (cf. Lc 1,1-4), fa iniziare il suo Vangelo presentando la figura di Zaccaria mentre svolge le proprie funzioni sacerdotali nel tempio di Gerusalemme (cf. Lc 1,8-9). Tra quelle sacre mura riceve l’annuncio della nascita di colui che sarà chiamato Giovanni Battista, un evento strettamente legato all’annunciazione rivolta, non molto tempo dopo, a Maria (cf. Lc 1,36). L’evangelo di Gesù prende avvio nel tempio. Giunto all’estremo...

La pace è il Paraclito

VI domenica di Pasqua At 15,1-2.22-29; Sal 67 (66); Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29 Nel suo dramma teatrale Assassinio della cattedrale Thomas Stearns Eliot fa predicare Thomas Beckett in un momento nel quale il vescovo sapeva già di essere prossimo a venir ucciso. Vi si legge: «Riflettete come parlò della pace nostro Signore stesso. Egli disse ai suoi discepoli: “Io vi lascio la mia pace, vi do la mia pace”. Intendeva egli dire pace come noi la intendiamo: il Regno d’Inghilterra in pace con i suoi vicini, i baroni in pace con il re, il capofamiglia che conta...

Gli uni gli altri

V domenica di Pasqua At 14,21-27; Sal 145 (144); Ap 21,1-5; Gv 13,31-35 Il 13° capitolo di Giovanni inizia con la lavanda dei piedi (cf. 13,1-20). Gesù si china e compie un gesto da schiavo nei confronti di tutti i suoi discepoli, Giuda compreso (cf. Gv 13,2). Dopo che tutti i piedi furono lavati e asciugati Gesù, rivolgendosi ai discepoli, afferma che se lui, il Maestro e il Signore, ha lavato i piedi a loro, anch’essi devono farlo a propria volta: «Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto a voi» (Gv 13,15). L’esempio...

L’opera che dà testimonianza

IV domenica di Pasqua At 13,14.43-52; Sal 100 (99); Ap 7,9.14-17; Gv 10,27-30 Il Vangelo di questa domenica è molto breve. Si chiude con un detto privato del suo contesto. Allargare un poco lo sguardo non è allora fuori luogo. Il brano proviene da una scena ambientata nel corso della festa che ricorda la Dedicazione del tempio di Gerusalemme dopo la profanazione a cui fu soggetto a opera di Antioco IV Epifane (cf. 1Mac 4,52; 2Mac 10,5). Mentre Gesù cammina sotto il portico di Salomone, i Giudei gli chiedono: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se sei il...

Amare e voler bene

III domenica di Pasqua At 5,27-32.40s; Sal 30 (29); Ap 5,11-14; Gv 21,1-19 In Giovanni le azioni compiute da Simon Pietro dipendono dalla voce di altri. All'inizio del Vangelo fu il fratello Andrea a comunicargli: «Abbiamo trovato il Messia – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù» (Gv 1,41-42) che lo fissò e subito gli aggiunse il nome simbolo del suo futuro compito: «“Tu sei Simone, figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa”, che significa Pietro» (Gv 1,42). La mattina della risurrezione l’annuncio della tomba vuota (ma...

Credere e vedere

Nel brano dell'apparizione ai discepoli, il Vangelo di Giovanni celebra un credere già avvenuto: la beatitudine sta, infatti, in un vedere interno al credere. Ciò vale anche per noi.

«Non è qui, è risorto»

Domenica di Pasqua Vangelo della veglia, Lc 24,1-12. Vennero per il corpo e non lo trovarono. Maria di Magdala, Giovanna, Maria di Giacomo e le altre donne, dopo aver preparato gli aromi profumati e dopo aver osservato il riposo del sabato (cf. Lc 23,56), si recarono al sepolcro per ungere il corpo di Gesù (cf. Lc 24,1). S’incamminarono per compiere un umile gesto di misericordia rivolto a chi non è più in vita. Il loro unguento non era «olio di esultanza» (Sal 45,8). Eppure fu proprio la volontà di compiere al mattino presto un atto di pietà...

I teologi morali tedeschi rispondono al papa emerito

Dopo che il papa emerito Josef Ratzinger/Benedetto XVI aveva pubblicato alcune «note» su La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali, il Gruppo dei docenti tedeschi di teologia morale (Deutsche Arbeitsgemeinschaft Moraltheologie) ha rilasciato il 15 aprile una Dichiarazione sull’analisi di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI sugli abusi sessuali, intitolata Prigioniero dei propri pregiudizi.