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Come vivere l’attesa

XXXIII domenica del tempo ordinario Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 128 (127); 1Ts 5,1-6; Mt 25,14-30          È pressoché comune a molta tradizione patristica l’interpretazione dei talenti della parabola come parola di Dio o predicazione dell’Evangelo (per es. in Ireneo di Lione). Di fatto il padrone, partendo, non dà ai servi monete diverse (il significato di «talento» come unità di peso e quindi come moneta permane più o meno fino all’VIII secolo e. v.), ma a tutti la stessa moneta in argento o in oro, variando...

Pronti per l'Incontro

XXXII domenica del tempo ordinario Sap 6,12-16; Sal 63 (62); 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13 Della parabola delle dieci fanciulle, che compare solo in Matteo (cf. 25,1-13) normalmente si valorizza l’aspetto nuziale, ma le dieci protagoniste non sono la sposa. Stando al rituale tradizionale, dovrebbero semplicemente accompagnarla in corteo alla casa dello sposo. Invece qui aspettano lui, senza che la sposa compaia mai. È questa la prima anomalia che si può riscontrare nel racconto, in cui non viene ripreso fedelmente il rituale delle nozze: esso viene rielaborato dal redattore in vista...

Popolo delle beatitudini

Tutti i santi Ap 7,2-4.9-14; Sal 24 (23); 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12 Il chi, il come e l’esito. Nella solennità di Ognissanti e nella commemorazione dei defunti (terzo schema) il lezionario presenta il testo di Mt 5,1-12. Abbiamo così l’occasione di ascoltare e riflettere a distanza ravvicinata sulle stesse parole in contesti celebrativi neppure troppo diversi. Nel primo celebriamo i credenti in gloria, in particolare i martiri (cf. Ap 7,9.14) e in generale coloro che hanno vissuto secondo lo stile delle beatitudini, i santi, conosciuti o meno; nel secondo coloro che sono...

Ciò che è irrinunciabile

XXX domenica del tempo ordinario Es 22,20-26; Sal 18 (17) 1Ts 1,5-10; Mt 22,34-40 Tre parabole e quattro dispute. È difficile non notare questi schemi numerici all’interno dei cinque discorsi su cui i redattori han costruito l’opera matteana. È come se essi procedessero dando un ordine sistematico alla narrazione, con espedienti validi anche dal punto di vista della memorizzazione del racconto. Il nostro lezionario non include la disputa con i sadducei sulla risurrezione (cf. Mt 22,23-33), di cui si legge la versione di Luca (cf.20,27-40) nella XXXII domenica dell’anno...

Restituire sé stessi a Dio

XXIX domenica del tempo ordinario Is 45,1.4-6; Sal 96 (95); 1Ts 1,1-5; Mt 22,15-21 A volte tutto dipende da una parola. È il caso di Mt 22,21, con la risposta di Gesù che è diventata nel tempo un vero e proprio proverbio, al punto da essere usata non solo fuori del contesto originario, ma anche solo nella sua prima parte «date a Cesare», seguita da ipotetici puntini di sospensione. Di fatto il testo ha una sua complessità: siamo infatti alla prima di quattro dispute con i più importanti gruppi culturali e sociali dell’epoca sulle materie più...

La libertà e la festa

XXVIII domenica del tempo ordinario Is 25,6-10; Sal 23 (22); Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14 Si conclude, con quella del banchetto, la serie delle parabole rivolte a capi dei sacerdoti e anziani del popolo (Mt 21,23). Esse riguardano rispettivamente il lavoro e la libera adesione a esso (cf. Mt 21,28-32), il frutto del lavoro e la sua gestione (cf. Mt 21,33-43) e ora la festa (cf. Mt 22,1-14). Sono tre elementi importanti nella soteriologia veterotestamentaria come il passare dal lavoro vissuto come coatto a quello libero, si veda il caso dei figli che non hanno voglia di lavorare e vivono la...

Amata vigna

XXVII domenica del tempo ordinario Is 5,1-7; Sal 80 (79); Fil 4,6-9; Mt 21,33-43 L’ultima parabola ambientata in una vigna (cf. Mt 21,3-43), esige alcune letture incrociate: non solo Is 5,1-7, proposto come prima lettura dal lezionario festivo, ma anche il suo reciproco (e contrario) Is 27,2ss, il salmo 80,9ss e il Cantico dei cantici. Da questi testi emerge non solo come la vigna sia una trasparente metafora di Israele, ma anche come venga utilizzata per allegorizzarne la storia. In tal modo si pongono i presupposti necessari a una lettura della parabola che, senza entrare nell’allegoria,...

Il silente padre

XXVI domenica del tempo ordinario Is 5,1-7; Sal 80 (79); Fil 4,6-9; Mt 21,33-43 Leggiamo, con Mt 21,28-32, la seconda parabola di una sequenza di tre che hanno una vigna come riferimento paesaggistico. Le altre due sono Mt 20,1-16, letta sette giorni fa, e Mt 21,33-44. Queste tre parabole, a cui si associa quella degli invitati al banchetto (cf. Mt 22,1-14), sono state lette nel passato anche recente in chiave di teologia della sostituzione, come si è già accennato. In realtà Gesù parla sempre ai sacerdoti, agli anziani, ai capi del popolo, talché non c’è...

L’ora della grazia

XXV domenica del tempo ordinario Is 55,6-9; Sal 145 (144); Fil 1,20-24.27; Mt 20,1-16 Un «detto vagante» (Lancellotti) introduce e conclude la parabola di Mt 20,1-16, a partire da Mt 19,30. A chi sia riferito questo primi-ultimi e ultimi-primi lo si dovrà capire dal contesto. Il detto ha purtroppo alimentato nel tempo una teologia della sostituzione dalle nefaste conseguenze, che purtroppo ancora esiste e resiste in certi ambiti. Ma se pensiamo alla domanda di Pietro che chiude il c. 19, la parabola sembra proprio l’esemplificazione della risposta di Gesù. Pietro...

L’iperbole del perdono

XXIV domenica del tempo ordinario Sir 27,33-28,9; Sal 103 (102); Rm 14,7-9; Mt 18,21-35 L ' insegnamento sul perdono secondo Matteo è all'insegna delle iperboli numeriche. La prima: Pietro rivolge a Gesù una domanda, che non pare capziosa né improntata al fatto di volersi giustificare. È una domanda legittima su un tema che si poteva dibattere, come quello se fosse lecito o no salvare una vita di sabato (cf. Lc 6,9), e che cosa poi volesse dire salvare una vita. Il fatto che Pietro precisi «sette volte» , sapendo che questo numero indica pienezza e compimento,...