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Documenti, 36/2015, 27/11/2015, pag. 5

La grazia della diversità riconciliata

Visita alla comunità luterana di Roma

Francesco
«Chiediamo oggi questa grazia, la grazia di questa diversità riconciliata nel Signore, cioè nel Servo di Jahveh, (...) che lui sia il servo dell’unità, che ci aiuti a camminare insieme. Oggi abbiamo pregato insieme. Pregare insieme, lavorare insieme per i poveri, per i bisognosi; amarci insieme, con vero amore di fratelli». Nel pomeriggio dello scorso 15 novembre, papa Francesco si è recato in visita alla comunità evangelica luterana di Roma. Dopo il saluto del pastore Jens-Martin Kruse, il papa ha risposto alle domande di alcuni membri della comunità. Qui ha toccato lo «scandalo della divisione» facendo un riferimento anche ai recenti attentati di Parigi: «I muri alla fine sono come un suicidio, ti chiudono. È una cosa brutta avere il cuore chiuso. E oggi lo vediamo, il dramma… Mio fratello pastore oggi ha nominato Parigi: cuori chiusi. Anche il nome di Dio viene usato per chiudere i cuori». Nell’omelia tenuta nel corso della preghiera serale, Francesco ha sottolineato ancora la forza ecumenica del servizio agli ultimi sulle orme dell’unico Maestro. «Dobbiamo chiederci perdono dello scandalo della divisione, perché tutti, luterani e cattolici, siamo in questa scelta, non in altre (...); la scelta del servizio come lui ci ha indicato essendo servo, il servo del Signore».

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L’indicazione è a rifuggire l’autoreferenzialità e recuperare l’originario radicamento nella base ecclesiale, «come una rete capillare diffusa nel popolo di Dio, pienamente ancorata e di fatto “immanente” alla rete delle preesistenti istituzioni e realtà della vita ecclesiale, come le diocesi, le parrocchie, le comunità religiose». Con un’applicazione precisa anche sul versante economico: «Se in alcune aree la raccolta di donazioni viene meno, anche per l’affievolirsi della memoria cristiana... può venire la tentazione di risolvere noi il problema “coprendo” la realtà e puntando su qualche sistema di raccolta più efficace, che vada alla ricerca dei grandi donatori». Ma «la sofferenza per il venir meno della fede e anche per il calare delle risorse non va rimossa, va messa nelle mani del Signore. E comunque è bene che la richiesta di offerte per le missioni continui a essere rivolta prioritariamente a tutta la moltitudine dei battezzati».

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