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Documenti, 19/2006, 01/11/2006, pag. 641

Lavoro e festa (Convegno di Verona - Introduzioni agli ambiti)

A. Fabris

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Leggi anche

Attualità, 2009-22

UCSI - 50°: etica dell'informazione

A. Fabris, A. Melodia, P. Scandaletti
Il Manifesto per un’etica dell’informazione che qui pubblichiamo è stato presentato al pubblico lo scorso 4 dicembre, a Roma, presso la Camera dei deputati, nel corso del convegno di studi «Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione. 50 anni di UCSI», organizzato in occasione del 50° di fondazion dell’Unione cattolica stampa italiana (UCSI). All’incontro, cui sono giunti tra gli altri i saluti dei cardinali Bertone e Bagnasco, hanno partecipato – insieme ai proff. Adriano Fabris, Andrea Melodia (presidente dell’UCSI) e Paolo Scandaletti (direttore della rivista Desk), primi firmatari del Manifesto – il sen. Alberto Monticone e, tramite un contributo-video, il card. Roberto Tucci. Il documento è pubblicato su Desk 16(2009) 3, 14-17 e sul sito web www.ucsi.it, dove è possibile aderirvi per via telematica.
Documenti, 2006-19

Dare forma storica alla testimonianza. Introduzioni agli ambiti (Convegno di Verona)

R. Iafrate, A. Fabris, A. Sabatini, C. Esposito, L. Diotallevi
«È opportuno che l’esercizio della testimonianza» – affermava la Traccia di riflessione in preparazione del convegno (n. 5; Regno-doc. 13,2005,346) – «presti attenzione ad alcune grandi aree dell’esperienza personale e sociale. In tal modo si potrà dare forma storica alla testimonianza cristiana in luoghi di vita particolarmente sensibili o rilevanti per definire un’identità umana aperta alla speranza cristiana». Su questa scia le relazioni introduttive ai cinque ambiti, tenute da docenti universitari competenti in materia e che hanno aperto i lavori dei 30 gruppi di studio, marcano – come ha ribadito il card. Ruini nel suo intervento conclusivo (n. 4; qui a p. 690) – il «notevole passo in avanti rispetto all’impostazione prevalente ancora al Convegno di Palermo, che puntava» più all’«unità della pastorale» che «all’unità della persona». La focalizzazione sugli ambiti di vita sottolinea quindi la necessità di un’«opera formativa che le nostre comunità sono chiamate a compiere» tenendo conto «della persona concreta con l’intero complesso delle sue esperienze, situazioni e rapporti». Stampa (17.10.2006) da sito Internet www.convegnoverona.it
Documenti, 2004-7

Quale persona per quale futuro?

A. Fabris
«Lavorare per un’unione sempre più stretta tra cultura e missionarietà»: questa espressione di mons. Betori si presta bene a focalizzare l’intento e lo svolgimento del III Incontro nazionale del progetto culturale, svoltosi a Roma dall’11 al 13 marzo scorso col titolo «Nel cantiere del progetto culturale» e che radunava i vari soggetti locali – referenti diocesani, centri culturali cattolici, aggregazioni laicali, facoltà e istituti teologici, riviste, associazioni – impegnati a vario titolo in tale itinerario. Nella prolusione iniziale, «L’impegno culturale della Chiesa in Italia», il card. Ruini ha ripercorso lo sviluppo ormai decennale del progetto culturale, in particolare segnalando la dinamica che esso patisce tra frammentarietà e convergenza; a mons. Betori è invece toccato, nella relazione conclusiva «Verso il Convegno ecclesiale di Verona», descrivere il raccordo tra il progetto culturale e gli orientamenti pastorali per il decennio, che sarà al centro dei lavori del Convegno ecclesiale di Verona 2006. Tra le relazioni e gli interventi pronunciati, segnaliamo qui «Quale persona per quale futuro? Quale impegno nel cambiamento in atto?», di Adriano Fabris (ordinario di filosofia morale a Pisa), centrata sulla descrizione di tre fenomeni caratteristici del nostro tempo: «La progressiva spettacolarizzazione del mondo; le radicali trasformazioni del comunicare, in un’ottica sempre più strumentale; il predominio del consumo come forma di assimilazione e di annientamento della realtà».