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Attualità
Attualità, 6/2020, 15/03/2020, pag. 166

G. Galeazzi, G. Svidercoschi, Chi ha paura di Giovanni Paolo II?

Il papa che ha cambiato la storia del mondo

Maria Elisabetta Gandolfi

Si potrebbe definire una lettura appassionata e militante dei 27 anni e mezzo di un pontificato i cui lati negativi – come l’aver dato «troppo spazio e troppa autorità alla curia romana», e «l’aver tardato ad affrontare la gravissima questione dei preti pedofili» e alcune nomine «non sempre trasparenti» (17) – vengono addebitati al suo entourage.

 

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Attualità, 2020-6

Nuovi movimenti - Caso Vanier: l’Arca e le macerie

Maria Elisabetta Gandolfi

Sul caso Jean Vanier è stato ormai scritto tutto e, lodevolmente, la fonte principale delle informazioni è L’Arche International stessa – l’ente che coordina le diverse realtà fondate da Vanier – che, per bocca dei suoi responsabili Stephan Posner e Stacy Cates-Carney, ha rese note il 22 febbraio le conclusioni di un’inchiesta affidata a un organismo indipendente britannico.

 

Attualità, 2020-6

Il Regno (a cura di), Annale Chiesa in Italia 2019

Maria Elisabetta Gandolfi

L’uscita dell’edizione 2019 dell’Annale Chiesa in Italia cade nel 65o anno di esistenza della rivista e quasi nel 30o dell’intera serie di questi volumi: il primo infatti venne chiuso agli inizi del 1993 e faceva riferimento agli eventi occorsi tra il 1991 e il 1992. Così, riandando ai motivi che ci spinsero a immaginare questo strumento, ve ne furono tre essenziali che ancor oggi mantengono la loro attualità: lo sguardo che ogni fine d’anno la redazione getta agli eventi appena trascorsi; il venir meno dei testimoni del Concilio; l’aprirsi di un periodo di radicale cambiamento in campo sociale e politico.

 

Attualità, 2020-6

A. Nothomb, Sete

Traduzione di Isabella Mattazzi

Maria Elisabetta Gandolfi

La nota quanto eccentrica scrittrice francese si cimenta in un monologo in prima persona su Gesù. In Francia il volumetto è stato un successo e le sue presentazioni hanno pervaso tutti i canali. Certo lo stile è accattivante e totalmente alieno da quell’ecclesiasticume – e come potrebbe? – di cui spesso i temi religiosi sono incrostati e, al dunque, la «sete» provata da Cristo in croce e praticata da lui come via di ascesi mistica («l’istante ineffabile in cui l’assetato porta alle labbra un bicchiere d’acqua è Dio», 41) è la sete d’ogni uomo nei confronti di Dio, dell’amore, del senso delle cose.