A
Attualità
Attualità, 22/2020, 15/12/2020, pag. 697

Asia - Giappone: non dimenticare Fukushima

Stefano Vecchia

Si avvicina il decennale dell’avvio della crisi dei reattori nella centrale nucleare di Fukushima-1 provocata l’11 marzo 2011 da un devastante tsunami, a sua volta causato da un sisma di magnitudo 9.0. Un evento che ha provocato 20.000 vittime e dalle conseguenze enormi sul piano dei danni, dell’economia e degli effetti sociali.

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2020-22

Giappone – Fukuoka: il risvolto sociale della fede

Stefano Vecchia

La «Chiesa in Giappone celebra ogni anno ad agosto, nell’anniversario del lancio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la Settimana della pace. È un’iniziativa nata a seguito della visita di Giovanni Paolo II (23-26.2.1981). Tutte le comunità cristiane pregano durante quella settimana per la pace nel mondo e organizzano vari incontri e attività per promuovere il lavoro per la pace e il disarmo nucleare».

 

Attualità, 2020-18

Asia - Thailandia: l’ora della protesta

Stefano Vecchia

In Thailandia si è riaccesa la protesta e questa volta a dare voce all’insoddisfazione diffusa sono gli studenti universitari. Da tempo la protesta covava sotto le ceneri di passate tensioni, non ultima quella che 10 anni fa trasformò il centro di Bangkok in un campo di battaglia, con una novantina di morti, durante l’azione militare del 19 maggio 2010 (cf. anche Regno-att. 16,2017,494; 20,2018, 622; 8,2019,240; 22,2019,646).

 

Attualità, 2020-18

India - Chiesa cattolica: battezzati e dalit

Stefano Vecchia

L’11 novembre i cristiani dell’India, di varie denominazioni, osserveranno la «Domenica di liberazione dei dalit» con una liturgia comune e attività di sensibilizzazione verso la discriminazione di cui sono vittime i battezzati di origine castale bassa, fuoricasta o tribale. Il 60% dei 25 milioni di battezzati indiani vive infatti in una condizione che non solo li emargina dalla società ma che ne riduce il ruolo e la partecipazione anche nella Chiesa cattolica. Un paradosso, dato che essi (come pure i musulmani) sono in maggioranza eredi di conversioni attuate proprio per sfuggire ai vincoli castali e realizzare liberamente la propria vocazione.