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Attualità
Attualità, 2/2020, 15/01/2020, pag. 23

Dibattito - La scuola che vorrei: dizionario minimo

Sul senso e la funzione dell’apprendimento e dell’insegnamento

Alessandra Deoriti

Nessuna nostalgia per i modelli autoritari di tanta storia passata, impositivi, punitivi, repressivi; per il padre-padrone, per i castighi umilianti in collegio, a scuola, in casa; per la stagione in cui ai bambini era fatto divieto di parlare se non interpellati, o in cui il destino dei figli, e soprattutto delle figlie, era spesso condizionato dalla volontà del clan famigliare. Nessuna nostalgia: ma nell’istruttivo gioco del confronto tra passato e presente, consci che le derive del costume possiedono una forza vincente, possiamo se non altro constatare alcune criticità dei nuovi modelli. 

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Attualità, 2018-14

Dibattito - La scuola che vorrei: in affanno

Insegnanti motivati, studenti con il senso del limite, famiglie autorevoli: solo un tempo che fu?

Alessandra Deoriti

Si sente dire a volte che un tempo nella scuola c’era più disciplina. Io direi semplicemente che erano più chiari i giochi di ruolo. Nel mio liceo Galvani, da me frequentato negli anni Sessanta del secolo scorso, con professori di chiara fama, fra i quali anche accademici di valore, e con alunni provenienti, in buona percentuale, da famiglie delle classi più agiate di Bologna, dove le ragazze facevano ancora il debutto in società con il ballo delle diciottenni: bene, in questo antico liceo la disciplina non era quella di una caserma, anzi.

 

Attualità, 2017-18

A. De Bernardi, A. Preti (a cura di), La Resistenza, il fascismo, la memoria

Bologna 1943-1945

Alessandra Deoriti

Malgrado l’abbondanza di monografie e miscellanee sulla storia della Resistenza nel bolognese susseguitesi nel tempo quasi senza soluzione di continuità, si attendeva un volume come questo per colmare una lacuna a più riprese segnalata dagli studiosi con qualche stupore: da non intendersi come mancanza o scarsità di materiali storiograficamente utilizzabili, ma piuttosto, a fronte di un consistente sforzo di raccolta e indagine delle fonti condotto da personaggi pionieristici come Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri e Luciano Bergonzini, per non dire di altri, come una sorta di paralisi del pittore a passare dallo studio dei particolari all’effetto d’insieme.

Attualità, 2017-12

Ministeri ecclesiali e questione femminile: non vi sarà né uomo né donna…

Alessandra Deoriti

Lo «statuto di parità uomo-donna, adombrato in alcuni testi biblici (…) e trasparente nella prassi sacramentale del battesimo» non è ancora penetrato nel «tempo ordinario della vita dei credenti (…) L’annuncio della vita nuova in Cristo (…) offre visioni prospettiche dell’umanità restaurata» per andare oltre le forme assunte dalle istituzioni ecclesiali «via via consolidate e sacralizzate in senso patriarcale», in una sorta di «resa alla storia necessitante». L’ampia e completa disamina che qui presentiamo tiene conto della ripresa del dibattito sulla presenza femminile nella Chiesa a partire da alcune affermazioni ripetute di papa Francesco e dall’istituzione nel 2016 della Commissione di studio sul diaconato delle donne. E auspica non «una riedizione pura e semplice di modelli del passato, ma una fedeltà creativa al compito per l’oggi» che prenda in considerazione «una declinazione duale del ministero che rispecchi (…) lo “stare di fronte” originario dell’uomo e della donna, uguali e diversi, in una Chiesa tutta ministeriale».