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Attualità
Attualità, 12/2020, 15/06/2020, pag. 362

Africa - Libia: se vuoi la pace prepara il drone

Lo stallo creato da una guerra a forte peso tecnologico potrebbe portare le parti a un negoziato. Forse

Lorenzo Nannetti

Nemmeno il coronavirus ha fermato i conflitti in Medio Oriente e Nord Africa e, anzi, in alcuni casi si sono verificate evoluzioni notevoli. Parliamo ad esempio dell’attivismo della Turchia, che dopo essere intervenuta in Siria (ricordiamo i combattimenti attorno a Idlib tra fine febbraio e inizio marzo di quest’anno) si è poi resa protagonista in Libia.

 

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La guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran si può evitare, malgrado la vertiginosa spirale d’aggressività alla quale abbiamo assistito? Il piano Trump per una «soluzione realistica» del conflitto israelopalestinese è accettabile da entrambe le parti o favorisce solo Israele?
La
thawra pacifica che riflette la crisi del patto sociale in Libano e le parallele proteste di piazza in Iraq come influenzeranno i rapporti di questi fragili paesi con i loro potenti vicini? L’uccisione all’aeroporto di Baghdad del generale iraniano Qasem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio scorso e della quale gli USA si sono assunti la responsabilità, e il conseguente attacco missilistico dell’Iran ad alcune basi americane, sono stati l’ultimo gradino di una escalation di tensioni nel Medio Oriente che va compresa, come sempre, guardando anche alle altre aree di crisi nella regione. Della quale il patriarca emerito di Gerusalemme dei latini, Michel Sabbah, ha detto di recente: «Questa terra non è stata creata per il male, ma per la redenzione dell’umanità. Dovrebbero esserci uomini saggi tra i potenti di questo mondo che possano riportarla alla sua normale natura».

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