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Attualità
Attualità, 18/2019, 15/10/2019, pag. 556

India - Fedi e demografia: love jihad

Stefano Vecchia

Anche i leader cattolici si sono attivati in India per chiedere che sia attentamente valutato il «love jihad», ovvero quell’insieme di iniziative di musulmani mirate al matrimonio (a volte in modo pacifico attraverso il corteggiamento, altre dopo rapimento e violenza, in ogni caso con conversione della donna all’islam) con donne di altre fedi.

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Attualità, 2020-8

Corea del Sud - Mega Church: a prova di virus

Stefano Vecchia

L’espansione della diffusione del coronovirus in Corea del Sud ha riproposto all’attenzione mediatica una variegata realtà religiosa emersa per lo più negli anni Ottanta e Novanta, dopo la fine della dittatura e la nascita di una democrazia che si è consolidata anche per quanto riguarda la libertà di culto. In questo contesto, anche la Chiesa cattolica, erede di una presenza antica di tre secoli e coraggiosamente critica dei regimi illiberali successivi alla Guerra di Corea (1950-1953) ha visto riconosciuto il suo ruolo con una crescita sostanziosa negli ultimi decenni, dovendosi però confrontare con la proliferazione di nuove religioni e di nuovi culti di matrice cristiana.

 

Attualità, 2020-6

India - Chiesa e violenze: verità, infine

Stefano Vecchia

Tra le linee guida uscite dall’Assemblea plenaria biennale dei vescovi indiani, quella particolarmente spinosa delle violenze sessuali e degli abusi all’interno della Chiesa. Una problematica che va emergendo con casi d’ampio impatto mediatico, sia per i contrasti suscitati nella comunità cattolica, sia per il risalto che inevitabilmente acquistano in un contesto di assedio delle minoranze da parte dell’estremismo induista che ha il sostegno della politica oggi maggioritaria nel Parlamento centrale e in molti degli stati e territori dell’India.

 

Attualità, 2020-4

Asia - Myanmar: la condanna

Stefano Vecchia

Il 5 febbraio, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito a raggiungere una posizione comune su un comunicato che avrebbe costretto il Myanmar (ex Birmania) ad adeguarsi alla richiesta della Corte internazionale di giustizia di fermare le uccisioni e le atrocità contro i rohingya. A opporsi: la Repubblica popolare cinese, antico alleato, e il Vietnam, che assieme al Myanmar fa parte dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico, ASEAN.