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Attualità
Attualità, 16/2019, 15/09/2019, pag. 485

J. Mikrut (a cura di), Perseguitati per la fede

Le vittime del nazionalsocialismo in Europa centro-orientale

Giancarlo Azzano

Il libro – 6° ponderoso volume di una collana di «Storia della Chiesa in Europa centro-orientale», finanziata parzialmente dalla Conferenza episcopale USA e dall’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre –, dimostra che questo proclama non si è avverato. Queste pagine rendono conto delle ragioni che hanno condotto molti fedeli cattolici, laici e religiosi, a testimoniare, pur avendo subito vessazioni fino alla morte, la fede in Cristo.

 

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I. Beretta, Quello che le donne non dicono alla Chiesa

Storie vere di una relazione complicata

Giancarlo Azzano

Nella storia della Chiesa la donna è stata relegata a ruoli subalterni, «soldati semplici» insomma. Tale condizione è legata a consolidate concezioni teologiche e culturali che sono diventate  anche un alibi per non ascoltarle, ostacolando così la necessaria ridefinizione della sinodalità. Nonostante  il desiderio espresso da molti fedeli, e dallo stesso papa Francesco, di una progressiva e dovuta apertura a questo tema, una parte maggioritaria del mondo cattolico mostra invece un’imbarazzante chiusura a ogni rinnovamento.

 

Attualità, 2019-22

E. Loewenthal, Nessuno ritorna a Baghdad

Giancarlo Azzano

Il romanzo si può leggere attraverso la lente della simbologia biblica. La trama del racconto è la diaspora dei componenti d’una famiglia ebraica, che si svolge in un ambiente internazionale: New York, Londra, Madrid, Milano, Tel Aviv...: «Siamo tutti uomini e donne d’aria, capaci di volare in giro per il mondo senza rimpianti, senza mai guardarsi indietro (…) Quello che conta è vivere, non ricordare. Perché i ricordi più sono dolci più male fanno all’anima e al corpo» (112).

 

Attualità, 2019-16

G. La Pira, G.B. Montini, Scrivo all’amico

Carteggio (1930-1963)

Giancarlo Azzano

Le lettere che i due esponenti della vita politica ed ecclesiale si sono scambiati dal 1930 al 1963 mettono in luce la loro diversa personalità, ma anche sensibilità religiosa. La Pira, impegnato nel sociale e nella politica nazionale e internazionale; Montini, uomo delle istituzioni ecclesiastiche e attento e prudente interlocutore della vita politica. Nelle loro missive rivelano grande amicizia e stima reciproca, espresse sempre in un linguaggio formale.