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Attualità
Attualità, 10/2019, 15/05/2019, pag. 283

Altro che nonviolenti!

I cattolici e la retorica sull’«inutile strage» nel Primo conflitto mondiale

Daniele Menozzi

Il quinquennio 2014-2018 è stato scandito dalla celebrazione del centenario dei più salienti eventi verificatisi nella Grande guerra. Sul piano religioso quelle celebrazioni sono spesso state l’occasione per diffondere una presentazione complessiva del primo conflitto mondiale come «inutile strage». Ne è stato vettore il fatto che papa Francesco ha più volte fatto ricorso a questa espressione per caratterizzare ogni scontro bellico. Probabilmente intendeva in tal modo rafforzare la svolta da lui impressa alla trattazione teologica del tema: il Vangelo esige che verso i conflitti armati i credenti adottino il metodo della non-violenza (che non vuol ovviamente dire passiva acquiescenza alla violenza bellica).

 

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Credo la nazione

La vicenda del marchese Crispolti e i pericoli del ritorno di un mito

Daniele Menozzi

Il presidente della Commissione delle conferenze episcopali europee (COMECE), il gesuita mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e da poco cardinale, ha pubblicato in vista delle votazioni tenute nell’Unione il 26 maggio una nota di orientamento per gli elettori cattolici. Vi ha ricordato che le politiche populiste di risposta alla crisi del continente vengono spesso motivate come una difesa dell’identità cristiana delle nazioni che vi abitano.

 

Attualità, 2019-16

Francesco - Visita a Napoli (21 giugno): la pazzia dell’ospite

Il santo, il papa e le crociate

Daniele Menozzi

Papa Francesco ha pronunciato il 21 giugno scorso, in occasione del viaggio compiuto a Napoli, un denso discorso. Prendendo spunto dal convegno organizzato dalla Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale su «La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto mediterraneo», si è soffermato sulla teologia dell’accoglienza. L’intervento, molto articolato e approfondito, merita attenzione sotto diversi profili.

Attualità, 2019-12

La prospettiva di Francesco: populismo e popolo

Daniele Menozzi

Il richiamo al «popolo» come elemento centrale del discorso pubblico di papa Francesco non è sufficiente a giustificare la qualifica di «populista» attribuita alla sua linea di governo. Il percorso descritto dai suoi interventi e da quelli degli organi della Santa Sede, lungo i sei anni di pontificato, evidenzia dapprima l’influenza esercitata sulla sua visione dalla «teologia del popolo»; mostra poi la consapevolezza del diverso significato che il termine di «populismo» riveste nel contesto latinoamericano e in quello europeo; infine sottolinea la messa a fuoco del populismo come «l’orientamento di governi che, approfittando di una situazione di difficoltà sociale, enfatizzano strumentalmente i caratteri identitari di un popolo, per sostituire al dialogo fra le persone e gli stati fratture, divisioni, guerre». Si tratta dunque di un itinerario complesso, il cui approdo è tuttavia chiaro: il populismo rappresenta un «elemento disgregatore dei valori cristiani della convivenza civile».