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Attualità
Attualità, 4/2017, 15/02/2017, pag. 111

Africa - Gambia: un nuovo presidente

Giusy Baioni

Una fine imprevista e imprevedibile, quella che ha portato al rovesciamento definitivo del padre-padrone del Gambia. Una parabola che pareva eterna – al pari di tanti altri dittatori africani ininterrottamente ancorati al potere – come i ventidue anni della presidenza di Yahya Jammeh, iniziati con il colpo di stato del 1994. La sorpresa è arrivata il 1o dicembre, quando i risultati del voto hanno assegnato la vittoria allo sfidante Adama Barrow. Nessuno si aspettava che Jammeh telefonasse all’avversario per congratularsi. Ci si attendeva una qualche mossa per capovolgere il risultato del voto. E invece no: il dittatore capitolava, così, senza colpo ferire.

 

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Giusy Baioni

Sono state già scritte tante riflessioni su questo capovolgimento di ruoli. Oggi che siamo noi ad avere bisogno, oggi che siamo noi ad avere paura, oggi che siamo noi ad avere l’istinto della fuga, dal Nord o da un ospedale che ti ha dato la diagnosi che non vuoi sentire, oggi che siamo noi i rigettati, le persone non gradite, i respinti alle frontiere… giudicheremo ancora con supponenza? 

 

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Parrocchia di Bodibe, piccolo comune vicino a Mahikeng, Sudafrica nordoccidentale. È la notte del 12 gennaio, quando p. Jozef Hollanders, 83 anni, missionario belga, viene ucciso in casa. L’omicidio verrà scoperto solo nel pomeriggio del lunedì da un parrocchiano. P. Jeff (come era soprannominato), oblato di Maria immacolata, è stato il primo religioso ucciso nel 2020. D’origine fiamminga, era in Sudafrica da mezzo secolo e aveva vissuto tutto il travaglio del «paese arcobaleno».