A
Attualità
Attualità, 6/1984, 15/03/1984, pag. 150

Ecumenismo: 4 domande per riformare la chiesa

SAE

Leggi anche

Documenti, 2008-15

Eucaristia e accoglienza reciproca. Gruppo teologico del Segretariato attività ecumeniche.

SAE, Gruppo teologico
«L’assemblea ecumenica dei cuori», grazie alla quale «le rispettive appartenenze ecclesiali e confessionali non vengono negate, ma si approfondiscono nella consapevolezza della comune appartenenza all’unica Chiesa di Cristo», è oggigiorno una realtà stabile, ma sul versante dei rapporti istituzionali «non si registrano progressi significativi»: sono questi i «segnali contrastanti» che caratterizzano la situazione ecumenica. Il Gruppo teologico del SAE ha voluto, con questo Documento sull’eucaristia approvato lo scorso aprile e che segue quello sul battesimo (cf. Regno-doc. 5,2005,183ss), riassumere e offrire alla riflessione delle Chiese i dati acquisiti sul tema della «cena del Signore» dal Consiglio ecumenico delle Chiese sin dal Battesimo, eucaristia, ministero (BEM, 1982), tracciare i requisiti che gli interlocutori formali dovrebbero tenere in considerazione per proseguire sul cammino di convergenza ecumenica ed esplicitare i quesiti che le divisioni dei cristiani pongono a «noi» che, «pur essendo molti, siamo un corpo solo» (1Cor 10,17).
Documenti, 2005-5

Riconoscimento reciproco del battesimo

Segretariato attività ecumeniche (SAE) Gruppo teologico
Se «le Chiese condividono, riguardo al battesimo, tutte le verità e i significati che abbiamo messo in luce, allora riteniamo che sia possibile, da parte di ciascuna Chiesa, il riconoscimento dei battesimi celebrati nelle altre Chiese». Il Gruppo teologico del Segretariato attività ecumeniche (SAE), con un breve documento elaborato tra il 2002 e il 2003 e pubblicato sul sito Internet dell’associazione alla fine del 2004, prende decisamente posizione a favore del riconoscimento reciproco del battesimo. La riflessione, condotta alla luce dei numerosi dialoghi sul battesimo degli ultimi decenni, soprattutto nel quadro della Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese, considera sia il valore in sé di un tale riconoscimento, in particolare per l’attuale prassi delle Chiese ortodosse e di quelle battiste, sia il suo significato prospettico, così da poter concludere che «il riconoscimento reciproco del battesimo da parte di tutte le Chiese che noi, con questo documento, vivamente caldeggiamo potrebbe costituire, dopo i dialoghi e la ricezione almeno parziale dei documenti che essi hanno prodotto (pensiamo in particolare al testo dedicato al battesimo nel BEM), il primo atto concreto di “edificazione” (Ef 4,12) ecumenica della comunità cristiana nel senso della bella parola apostolica: “Accoglietevi gli uni gli altri come anche Cristo ha accolto noi per la gloria di Dio” (Rm 15,7)».
Documenti, 2000-19

Primato e comunione

SAE-Gruppo di lavoro teologico
«La riflessione e il dialogo fra le Chiese deve riguardare innanzitutto la realizzazione di una seria riforma del papato, anzi di un'autentica conversione della sua figura e del suo esercizio, in maniera da poter corrispondere alle esigenze di un’ecclesiologia di comunione, e questo nel contesto di una conversione evangelica di tutte le Chiese». La riforma è possibile, in base alla distinzione «fra la sostanza della fede e le forme storiche e culturali in cui essa è stata espressa e vissuta nel corso della storia». La richiesta è avanzata dal Gruppo di lavoro teologico del Segretariato attività ecumeniche (SAE), che alla XXXVII Sessione ecumenica (Chianciano, 22-29.7.2000) ha presentato il documento Il ministero del vescovo di Roma al servizio della comunione. Indicazioni per una riforma del modo di esercizio del papato. Il testo si iscrive tra le reazioni alla richiesta, avanzata da Giovanni Paolo II alle Chiese e comunità ecclesiali nell’enciclica Ut unum sint, a «instaurare con me [sul primato] un dialogo fraterno, paziente, nel quale potremmo ascoltarci al di là di sterili polemiche, avendo a mente soltanto la volontà di Cristo per la sua Chiesa».