«Di fronte ai molteplici conflitti violenti, la fiducia di molte persone nel nostro futuro è scossa... È necessario resistere alla tentazione di intraprendere strade nazionali separate e di abbandonare a livello internazionale la politica della cooperazione basata su regole. L’idea europea di creare uno spazio comune di diritto e pace rimane fondamentale». A 60 anni dallo storico scambio epistolare del 1965 tra gli episcopati polacco e tedesco, che contribuì alla riconciliazione tra i due paesi dopo i crimini nazisti durante la Seconda guerra mondiale e l’espulsione dei tedeschi dalla Polonia, il vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (dal 24 febbraio 2026 sostituito dal vescovo di Hildesheim Heiner Wilmer) e l’arcivescovo Tadeusz Wojda, suo omologo polacco, hanno messo in guardia dal retrocedere rispetto a questa svolta storica e ricadere nel nazionalismo. Sullo sfondo si staglia drammaticamente la vicenda dell’invasione dell’Ucraina: «Incoraggiamo i nostri paesi a fare tutto il possibile per garantire la sopravvivenza del popolo ucraino in questa guerra, porre fine alle sue sofferenze e contribuire alla difesa di valori fondamentali come una vita libera e dignitosa. Molto è già stato fatto, non da ultimo da parte polacca e tedesca. Ma ora che ovunque si manifestano segni di stanchezza, tutti noi – Stati e società – non dobbiamo allentare il nostro sostegno».
Stampa (18.11.2025) da sito web www.dbk.de. Nostra traduzione dal tedesco.
Il conflitto tra Thailandia e Cambogia è tra quelli meno raccontati: la difficoltà a far filtrare le informazioni si unisce evidentemente anche a un disinteresse verso quest’area da parte della comunità internazionale.
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