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il Regno delle Donne

il Regno delle Donne

Volti di Chiesa nei giorni della pandemia

Una teologa della Chiesa greco-cattolica rumena riflette sul modo in cui si è reagito alla sospensione delle liturgie, sulle occasioni mancate e su quelle che ancora siamo in tempo a cogliere.

Unorthodox – Il coraggio di essere sé stesse

La storia di Esty, protagonista della serie tv prodotta da Netflix, parla anche di noi. In essa ritroviamo infatti quelle di tutte le donne che, lasciandosi alle spalle gli stretti destini femminili ricevuti alla nascita, sono andate e vanno alla ricerca della propria voce nel mondo e sul mondo. Un percorso difficile ma necessario.

Senza Eucaristia, ma non senza Cristo

Un gruppo di donne riflette a partire da questi mesi di “digiuno eucaristico”: cosa hanno messo in luce, cosa hanno da dirci riguardo alla Chiesa del dopo-virus.

Una virile quarantena

Per molti uomini la pandemia ha significato un improvviso cambiamento di spazi, tempi e immagini di sé: c’è chi reagisce replicando dinamiche di dominio e chi sperimenta nuovi modi di essere. Guardarsi dentro e parlarne è importante, perché il domani dipenderà da come viviamo oggi la soggettività e le relazioni di genere.

Se non cambia con la vita, la liturgia diventa un teatrino

Nei giorni di Pasqua l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla preghiera della Chiesa ha portato più che mai allo scoperto le difficoltà nella ricezione della riforma liturgica. Papa Francesco, con la preghiera nella grande piazza deserta e la Via crucis, ha smosso scenari ormai irrimediabilmente superati.

«Come io vi ho amato». Meno, non basta più

La pandemia ci toglie le parole, fa saltare i criteri con cui di solito parliamo del mondo e infrange l’illusione di avere la realtà sotto controllo. A noi, che siamo così vulnerabili, resta però la possibilità di essere responsabili della speranza e di ricominciare, personalmente e politicamente, dal comandamento dell’amore.

La risurrezione in giorni di angoscia e di morte

La Pasqua si avvicina, ma il calendario liturgico e quello dell’epidemia sono diversi: i rigori e il tempo sospeso di una quaresima che ha preso il volto della quarantena continueranno. Allora, quale segno per noi? Il segno di Giona.

Covid 19 - Laica communione

Una terminologia “rubata” ai canoni antichi può essere piegata a dire altro: attoniti stiamo isolati e senza riti. Affiora in questo modo una solidarietà cosmica, una comunione veramente laica. Da lì scaturiscono, come nei Salmi, invocazione e lamento, rifiuto e consegna, la grammatica del mondo, i corpi delle donne e degli uomini. Parola prestata gli uni agli altri. Parola spezzata, frammenti raccolti nel web da ogni sapienza, silenzio fatto voce di ogni creatura. Quando i riti riprenderanno porteranno con sé anche questi giorni. Al di là del plenilunio, sarà Pasqua.

Senza presbitero no, senza popolo sì?

Eucaristie “a porte chiuse” per evitare il contagio: risonanze a bassa voce su una scelta di emergenza che forse svela ciò che veramente pensiamo della liturgia e dell’essere Chiesa che celebra. Finito il periodo di isolamento bisognerà riparlarne.

Maria, discepola e testimone apostolica: per un passo avanti sulla questione femminile

L’insegnamento di Querida Amazonia (QA) sulle donne, nel tentativo di valorizzare e promuovere la loro presenza, propone problematicamente Gesù come modello per gli uomini e Maria come modello per le donne. Proviamo a rileggere questa affermazione alla luce dei Vangeli, per vedere se sia possibile liberarci dell’ingannevole bisogno di trovare uno specifico femminile nella Chiesa. Maria come prima fra discepoli/e e apostoli/e.