D
Documenti
Documenti, 15/2020, 01/09/2020, pag. 473

Vademecum sugli abusi sessuali

Congregazione per la dottrina della fede

«Per rispondere alle numerose domande sui passi da seguire nelle cause penali di propria competenza» la Congregazione per la dottrina della fede ha predisposto un Vademecum su alcuni punti di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici. Diffuso il 16 luglio, esso «non innova la legislazione in materia», proponendosi solo di «rendere più chiaro» e più omogeneo il percorso da seguire. Vi si dice che la notitia de delicto deve essere presa sul serio anche quando viene «diffusa dai mezzi di comunicazione di massa (ivi compresi i social media)» (n. 10) e persino, pur con cautela, da fonti anonime (n. 11). Si sottolinea che è positivo «che si attivi la comunicazione» tra le autorità ecclesiastiche interessate a una medesima notitia de delicto (n. 22), ovvero si incoraggia la comunicazione tra i nodi della rete ecclesiastica, pur con tutta la prudenza sul come farlo. Non si invita alcun soggetto a tacere, neppure le vittime o i testimoni (n. 30), ma si raccomanda cautela «quando si debbano diffondere pubblici comunicati» durante l’indagine previa (n. 45), rispettando tanto la presunzione d’innocenza dell’accusato quanto la buona fede della presunta vittima. E infine si suggerisce, quanto alla comunicazione delle indagini alle autorità civili, di farlo non solo se lo prevede la legge, ma anche se la vittima è d’accordo o se il tacere crea pregiudizio per lei, «incoraggiando l’esercizio dei suoi doveri e diritti di fronte alle autorità statali».

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Documenti, 2020-9

Riforma del rito preconciliare

Congregazione per la dottrina della fede

Con i decreti Quo magis e Cum sanctissima, pubblicati il 25 marzo, la Congregazione per la dottrina della fede ha rispettivamente: approvato il testo di sette nuovi prefazi eucaristici da inserire nel Messale romano preconciliare, promulgato da Giovanni XXIII nel 1962; e dato le indicazioni per la celebrazione, nella forma straordinaria del rito romano, dei santi canonizzati dopo il 1960. Era stato Benedetto XVI nel 2007, nella sua Lettera ai vescovi in occasione della pubblicazione del motu proprio Summorum pontificum sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma conciliare effettuata nel 1970, a chiedere che fossero inseriti nel Messale del 1962 dei nuovi prefazi, il cui uso è facoltativo.

L’intervento sul Messale del 1962 ha suscitato obiezioni sia da parte di voci critiche sul motu proprio Summorum pontificum, sia anche da alcuni esponenti tradizionalisti, che rifiutano qualsiasi influenza del Messale del 1970 su quello preconciliare.

Documenti, 2020-1

Nuove norme sugli ordinariati anglicani

Congregazione per la dottrina della fede

A 10 anni dalla pubblicazione della costituzione apostolica Anglicanorum coetibus (Regno-doc. 21,2009,705), papa Francesco ha approvato una serie aggiornata di norme che disciplinano gli «ordinariati personali» per i cattolici provenienti dalla tradizione anglicana, e la Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato queste Norme complementari alla costituzione apostolica Anglicanorum coetibus lo scorso 9 aprile. Il testo include una disposizione approvata dal papa nel 2013, che afferma esplicitamente che gli ordinariati personali non sono solo per gli ex anglicani e le loro famiglie, ma possono includere – a certe condizioni – persone evangelizzate e portate nella Chiesa cattolica attraverso la missione evangelizzatrice dell’ordinariato. Attualmente gli ordinariati di ex ministri e fedeli anglicani sono tre, uno in Inghilterra, uno negli Stati Uniti e uno in Australia.

Il cambiamento più sostanziale riguarda l’uso del Messale, noto come Divine Worship, nelle celebrazioni liturgiche, che viene limitato agli ordinariati personali. Qualsiasi sacerdote incardinato in un ordinariato potrà celebrare la messa secondo il Divine Worship anche in una parrocchia non appartenente all’ordinariato, in forma privata. E qualsiasi prete diocesano o religioso potrà celebrare l’eucaristia per i membri dell’ordinariato.

Documenti, 2018-17

Modifica al Catechismo: la pena di morte è «inammissibile»

Congregazione per la dottrina della fede

Per «raccogliere meglio lo sviluppo della dottrina avvenuto su questo punto negli ultimi tempi», papa Francesco aveva chiesto che fosse riformulato l’insegnamento sulla pena di morte (cf. Regno-doc. 19,2017,577). Così la Congregazione per la dottrina della fede, con il Rescriptum ex audientia ss.mi del 2 agosto sulla nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa cattolica sulla pena di morte – accompagnato da una Lettera ai vescovi circa la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa cattolica sulla pena di morte – ha modificato il testo del Catechismo. Laddove prima si affermava che «l’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani», ora nel testo che compendia l’insegnamento della Chiesa cattolica si leggerà che «la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”, e s’impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo».