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Documenti, 1/2020, 01/01/2020, pag. 21

Nuove norme sugli ordinariati anglicani

Congregazione per la dottrina della fede

A 10 anni dalla pubblicazione della costituzione apostolica Anglicanorum coetibus (Regno-doc. 21,2009,705), papa Francesco ha approvato una serie aggiornata di norme che disciplinano gli «ordinariati personali» per i cattolici provenienti dalla tradizione anglicana, e la Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato queste Norme complementari alla costituzione apostolica Anglicanorum coetibus lo scorso 9 aprile. Il testo include una disposizione approvata dal papa nel 2013, che afferma esplicitamente che gli ordinariati personali non sono solo per gli ex anglicani e le loro famiglie, ma possono includere – a certe condizioni – persone evangelizzate e portate nella Chiesa cattolica attraverso la missione evangelizzatrice dell’ordinariato. Attualmente gli ordinariati di ex ministri e fedeli anglicani sono tre, uno in Inghilterra, uno negli Stati Uniti e uno in Australia.

Il cambiamento più sostanziale riguarda l’uso del Messale, noto come Divine Worship, nelle celebrazioni liturgiche, che viene limitato agli ordinariati personali. Qualsiasi sacerdote incardinato in un ordinariato potrà celebrare la messa secondo il Divine Worship anche in una parrocchia non appartenente all’ordinariato, in forma privata. E qualsiasi prete diocesano o religioso potrà celebrare l’eucaristia per i membri dell’ordinariato.

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Documenti, 2020-19

Samaritanus bonus

Congregazione per la dottrina della fede

Il 22 settembre la Congregazione per la dottrina della fede ha presentato la lettera Samaritanus bonus sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita. Il documento, da lungo atteso, ribadisce la posizione della Chiesa cattolica sul controverso tema del cosiddetto «fine vita», riprendendo in parte quanto già affermato in Iura et bona (1980) e nella Evangelium vitae di Giovanni Paolo II (1995).

Nella conferenza stampa di presentazione è stata ribadita la volontà di offrire un testo di riferimento per le relative legislazioni nel mondo e, nonostante il confronto con un «pensiero laico» sia limitato, emerge chiaramente l’intento di spostare l’attenzione sulla persona sofferente e su come il criterio della vicinanza possa essere la chiave risolutiva. Altro tema in evidenza è quello della «richiesta di senso» e del sentimento di solitudine e abbandono che, spesso, portano all’estrema decisione di eutanasia.

Infine le tematiche non secondarie dell’accanimento terapeutico, nelle sue varie manifestazioni, dell’alimentazione e idratazione nelle fasi terminali della vita e dell’obiezione di coscienza sono affrontate con chiarezza dal punto di vista del giudizio, ma lasciando ampio margine alla discrezionalità operativa. Sulla questione dei sacramenti cf. qui a p. 640.

Documenti, 2020-15

Vademecum sugli abusi sessuali

Congregazione per la dottrina della fede

«Per rispondere alle numerose domande sui passi da seguire nelle cause penali di propria competenza» la Congregazione per la dottrina della fede ha predisposto un Vademecum su alcuni punti di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici. Diffuso il 16 luglio, esso «non innova la legislazione in materia», proponendosi solo di «rendere più chiaro» e più omogeneo il percorso da seguire. Vi si dice che la notitia de delicto deve essere presa sul serio anche quando viene «diffusa dai mezzi di comunicazione di massa (ivi compresi i social media)» (n. 10) e persino, pur con cautela, da fonti anonime (n. 11). Si sottolinea che è positivo «che si attivi la comunicazione» tra le autorità ecclesiastiche interessate a una medesima notitia de delicto (n. 22), ovvero si incoraggia la comunicazione tra i nodi della rete ecclesiastica, pur con tutta la prudenza sul come farlo. Non si invita alcun soggetto a tacere, neppure le vittime o i testimoni (n. 30), ma si raccomanda cautela «quando si debbano diffondere pubblici comunicati» durante l’indagine previa (n. 45), rispettando tanto la presunzione d’innocenza dell’accusato quanto la buona fede della presunta vittima. E infine si suggerisce, quanto alla comunicazione delle indagini alle autorità civili, di farlo non solo se lo prevede la legge, ma anche se la vittima è d’accordo o se il tacere crea pregiudizio per lei, «incoraggiando l’esercizio dei suoi doveri e diritti di fronte alle autorità statali».

Documenti, 2020-9

Riforma del rito preconciliare

Congregazione per la dottrina della fede

Con i decreti Quo magis e Cum sanctissima, pubblicati il 25 marzo, la Congregazione per la dottrina della fede ha rispettivamente: approvato il testo di sette nuovi prefazi eucaristici da inserire nel Messale romano preconciliare, promulgato da Giovanni XXIII nel 1962; e dato le indicazioni per la celebrazione, nella forma straordinaria del rito romano, dei santi canonizzati dopo il 1960. Era stato Benedetto XVI nel 2007, nella sua Lettera ai vescovi in occasione della pubblicazione del motu proprio Summorum pontificum sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma conciliare effettuata nel 1970, a chiedere che fossero inseriti nel Messale del 1962 dei nuovi prefazi, il cui uso è facoltativo.

L’intervento sul Messale del 1962 ha suscitato obiezioni sia da parte di voci critiche sul motu proprio Summorum pontificum, sia anche da alcuni esponenti tradizionalisti, che rifiutano qualsiasi influenza del Messale del 1970 su quello preconciliare.