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Documenti, 9/2016, 01/05/2016, pag. 274

Il pastore, colui che vive per il Vangelo

Discorso alla LXIX Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana

Francesco
«È scalzo, il nostro prete, rispetto a una terra che si ostina a credere e considerare santa. Non si scandalizza per le fragilità che scuotono l’animo umano: consapevole di essere lui stesso un paralitico guarito, è distante dalla freddezza del rigorista, come pure dalla superficialità di chi vuole mostrarsi accondiscendente a buon mercato». La figura del presbitero è al centro del discorso pronunciato da papa Francesco in apertura dell’Assemblea della CEI (16.5.2016), a sua volta incentrata sullo stesso tema (cf. in questo numero a p. 274). Il papa non ha voluto offrire una riflessione sistematica sulla figura del sacerdote, ma piuttosto cercare di mettersi in ascolto della realtà concreta in cui vivono oggi i presbiteri. «Avviciniamoci, quasi in punta di piedi, a qualcuno dei tanti parroci che si spendono nelle nostre comunità (…) e chiediamoci con semplicità: che cosa ne rende saporita la vita? Per chi e per che cosa impegna il suo servizio? Qual è la ragione ultima del suo donarsi?». Per Francesco, il prete è un uomo che vive in amicizia con il Signore, aperto alla comunione con gli altri e pronto a giocarsi fino in fondo, senza calcoli o paure: ne scaturisce una triplice appartenenza «al Signore, alla Chiesa, al Regno», che rappresenta un «tesoro in vasi di creta» da custodire e promuovere.

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