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Documenti, 9/2016, 01/05/2016, pag. 318

Capovilla, una geografia dell’anima

In memoria di Loris Francesco Capovilla (Sotto il Monte, 30.5.2016)

Mons. Bruno Forte

«Parlare di lui non a partire da un singolo aspetto, fosse pure il più importante per chi ne parla o per il popolo di Dio che ha amato e servito con tanta dedizione, ma a partire dai luoghi della sua lunga vita, che non sono stati mai per lui semplici riferimenti geografici, ma sempre e soprattutto una geografia dell’anima, una sorta di itinerario dello spirito educato ad ascoltare, apprendere e donare, che è durato tutta la vita». Spentosi il 26 maggio 2016 a Bergamo a 101 anni, il card. Loris Francesco Capovilla – personaggio chiave della Chiesa del post-Concilio e fedele segretario e amico di Giovanni XXIII – è stato commemorato al termine della messa delle esequie il 30 maggio a Sotto il Monte da mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, dove Capovilla era stato arcivescovo dal 1967 al 1971. Il ricordo, una «geo-biografia», ripercorre i luoghi di «don Loris» dalla formazione veneziana agli anni del Concilio vissuti in stretta collaborazione con il papa che lo aveva voluto, Giovanni XXIII; dal ministero episcopale a Chieti e a Loreto alla lunga stagione di Sotto il Monte, dove per quasi trent’anni ha offerto a tutti «la testimonianza luminosa della visione profetica del papa di cui era stato fedelissimo segretario, lanciando innumerevoli stimoli alla Chiesa in Italia e nel mondo nello spirito del Vaticano II».

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Documenti, 2020-9

La catechesi e la bellezza di Dio

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

La catechesi «impegna tutte le nostre comunità parrocchiali e raggiunge la quasi totalità dei nostri ragazzi, in un contesto profondamente diverso rispetto anche a pochi anni fa, perché tante sono le sfide nuove (basti pensare all’oceano rappresentato dalla “rete” e alla sua presa sui giovani), mentre non pochi tendono ancora a fare catechesi come se nulla fosse cambiato». Perciò mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, ha dedicato il messaggio per la Quaresima e la Pasqua 2020, pubblicato il 1° febbraio, a La catechesi e la bellezza di Dio.

Mons. Bruno Forte, che torna spesso sul tema della «bellezza di Dio» e della «via pulchritudinis» (nel 2019 ha trattato la relazione tra la liturgia e la bellezza di Dio, nella Quaresima 2018 tra i giovani e la bellezza di Dio; cf. anche Regno-doc. 5,2019,176; 3,2005,81), evidenzia come «la “via della bellezza”, attraverso tutte le possibili espressioni artistiche ispirate dalla fede, costituisce un prezioso accesso al dono del Padre fatto nel suo Figlio, “il bel pastore” (Gv 10,11), sotto l’azione dello Spirito consolatore: si pensi all’incidenza catechetica dell’arte cristiana, sia figurativa, che letteraria o musicale».

Documenti, 2020-9

Mons. Forte: ai giovani, durante l’epidemia

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

l 1° aprile l’arcivescovo di Chieti-Vasto mons. Bruno Forte ha rivolto un messaggio ai giovani in tempo di coronavirus dal titolo Giovane, dico a te, alzati!, per la Giornata mondiale della gioventù 2020 (chieti.chiesacattolica.it).

Documenti, 2019-19

Forti nella fede

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto

«Siamo in un tempo in cui la fede dei credenti e la loro perseveranza nella fedeltà al Signore sono particolarmente messe alla prova». Con la lettera pastorale per l’anno 2019-2020 intitolata Forti nella fede. La gioia del Signore è la nostra forza, prosegue la riflessione di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto, sulle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, «gli abiti spirituali che ci dispongono a vivere l’incontro col Dio venuto a noi in Gesù Cristo». Dopo la temperanza, oggetto della lettera pastorale dell’anno scorso (Regno-doc. 21,2018,699), è la volta della fortezza, la virtù che «si fonda sulla certezza che il sostegno di chi crede viene dall’alto… e che il Signore ha vinto le potenze del male e soccorre sempre chi confida in lui, facendogli vincere ogni buona battaglia e superare ogni possibile prova e tristezza».

Questa riflessione, sottolinea l’arcivescovo, è necessaria soprattutto oggi, perché «nel contesto di un mondo che sfida la Chiesa sulla sua credibilità, e dunque sulla fedeltà a ciò che annuncia, la fortezza dei credenti appare una virtù fondamentale per vivere e testimoniare il Vangelo».