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Documenti, 36/2015, 27/11/2015, pag. 1

Sacerdoti, dono di Dio per il bene di tutti

Ai partecipanti al Convegno della Congregazione per il clero

Francesco
«Un buon prete è prima di tutto un uomo con la sua propria umanità, che conosce la propria storia, con le sue ricchezze e le sue ferite, e che ha imparato a fare pace con essa, raggiungendo la serenità di fondo, propria di un discepolo del Signore. La formazione umana è quindi una necessità per i preti, perché imparino a non farsi dominare dai loro limiti». Il 20 novembre, ricevendo in udienza i partecipanti al Convegno promosso dalla Congregazione per il clero nel 50° anniversario dei decreti conciliari Optatam totius e Presbyterorum ordinis, Francesco ha rivolto loro alcuni pensieri sulla figura del prete secondo la visione del Concilio: un uomo preso «fra gli uomini», costituito «in favore degli uomini», presente «in mezzo agli altri uomini». Il papa ha anche richiamato i vescovi a stare vicini ai loro preti e alla residenza nelle loro diocesi: «Se non te la senti di rimanere in diocesi, dimettiti, e gira il mondo (...). Ma se sei vescovo di quella diocesi, residenza».

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Francesco

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L’indicazione è a rifuggire l’autoreferenzialità e recuperare l’originario radicamento nella base ecclesiale, «come una rete capillare diffusa nel popolo di Dio, pienamente ancorata e di fatto “immanente” alla rete delle preesistenti istituzioni e realtà della vita ecclesiale, come le diocesi, le parrocchie, le comunità religiose». Con un’applicazione precisa anche sul versante economico: «Se in alcune aree la raccolta di donazioni viene meno, anche per l’affievolirsi della memoria cristiana... può venire la tentazione di risolvere noi il problema “coprendo” la realtà e puntando su qualche sistema di raccolta più efficace, che vada alla ricerca dei grandi donatori». Ma «la sofferenza per il venir meno della fede e anche per il calare delle risorse non va rimossa, va messa nelle mani del Signore. E comunque è bene che la richiesta di offerte per le missioni continui a essere rivolta prioritariamente a tutta la moltitudine dei battezzati».

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Francesco

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