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Documenti, 21/2014, 01/12/2014, pag. 683

Vi scrivo da fratello, consacrato a Dio come voi

Lettera apostolica ai consacrati in occasione dell'Anno della vita consacrata

Francesco
«Ho deciso di indire un Anno della vita consacrata. Avrà inizio il 30 novembre corrente (...) e terminerà con la festa della Presentazione di Gesù al tempio il 2 febbraio 2016». Il papa scrive, con affetto e passione, ai consacrati – «come successore di Pietro», ma anche «come fratello vostro, consacrato a Dio come voi» – una lettera apostolica per indire un anno che «non riguarda soltanto le persone consacrate, ma la Chiesa intera». «Che cosa mi attendo da questo anno di grazia?», scrive Francesco. Che ogni consacrato ravvivi le ragioni di una vita dalla quale deve trasparire «la gioia e la bellezza di vivere il Vangelo e di seguire Cristo»; che la vita consacrata tenga viva la profezia e raccolga la sfida di «fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione». Degno di nota è l’invito «alle persone consacrate e ai membri di fraternità e comunità appartenenti a Chiese di tradizione diversa da quella cattolica» e a tutte le «espressioni di fraternità religiose» presenti in altre religioni, a un cammino «di reciproca conoscenza sempre più profonda e per una collaborazione in tanti ambiti del servizio alla vita umana».

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Attualità, 2020-14

M. Gentilini, Chiara Lubich

La via dell’unità tra storia e profezia

Francesco Pistoia

Il volume che Città nuova pubblica nel centenario della nascita della fondatrice del Movimento dei focolari, racconta un pezzo di storia religiosa e sociale del Novecento. Maurizio Gentilini, storico del movimento cattolico, ci fa rivivere la straordinaria avventura di Chiara Lubich (Trento 1920 – Rocca di Papa 2008), le vicende dolorose entro le quali in buona parte si svolge (guerre mondiali, nazifascismo, persecuzioni) e tratti del Concilio e del postconcilio in pagine ben documentate, terse e leggibili.

 

Documenti, 2020-13

A servizio della Chiesa locale

Messaggio alle Pontificie opere missionarie

Francesco

Il 21 maggio papa Francesco avrebbe dovuto partecipare all’Assemblea generale annuale delle Pontificie opere missionarie, l’organismo principale della Chiesa cattolica per aiutare i missionari e le giovani Chiese nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza di carità. L’incontro è stato rinviato per le restrizioni imposte dal coronavirus, ma nell’ambito di «un percorso di riconsiderazione… che volete sia ispirato dalle indicazioni del papa», il 21 maggio stesso Francesco ha voluto offrire alcuni «criteri e spunti generali» in un Messaggio inviato all’organizzazione.

L’indicazione è a rifuggire l’autoreferenzialità e recuperare l’originario radicamento nella base ecclesiale, «come una rete capillare diffusa nel popolo di Dio, pienamente ancorata e di fatto “immanente” alla rete delle preesistenti istituzioni e realtà della vita ecclesiale, come le diocesi, le parrocchie, le comunità religiose». Con un’applicazione precisa anche sul versante economico: «Se in alcune aree la raccolta di donazioni viene meno, anche per l’affievolirsi della memoria cristiana... può venire la tentazione di risolvere noi il problema “coprendo” la realtà e puntando su qualche sistema di raccolta più efficace, che vada alla ricerca dei grandi donatori». Ma «la sofferenza per il venir meno della fede e anche per il calare delle risorse non va rimossa, va messa nelle mani del Signore. E comunque è bene che la richiesta di offerte per le missioni continui a essere rivolta prioritariamente a tutta la moltitudine dei battezzati».

Documenti, 2020-13

A 25 anni dalla Ut unum sint

Francesco

Il 25 maggio ricorrevano i 25 anni dell’enciclica di Giovanni Paolo II Ut unum sint sull’impegno ecumenico (25.5.1995). Nell’occasione, papa Francesco ha inviato una lettera al presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il card. Kurt Koch (www.vatican.va).