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Documenti, 15/2014, 01/09/2014, pag. 482

"Vi chiedo perdono" (Con il pastore pentecostale G. Traettino)

Francesco
Dopo la visita pastorale del 26 luglio, papa Francesco è tornato a Caserta il 28 luglio per incontrare in forma privata il pastore evangelico Giovanni Traettino, della Chiesa pentecostale della riconciliazione, al quale è legato da un rapporto di amicizia nato quando Jorge Mario Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires. «È a partire da questa parola della riconciliazione – che è Gesù stesso, è lui la parola della riconciliazione dentro di noi –, nutrendoci a lui, al suo spirito, alla sua sensibilità, alla sua morte, a lui stesso, che noi possiamo essere abilitati a essere uomini e donne di riconciliazione», ha detto il pastore Traettino accogliendo il papa, dopo aver ricordato le incomprensioni e le violenze che hanno diviso i cristiani. E il papa ha chiesto perdono per il ruolo che hanno avuto i cattolici nella persecuzione dei pentecostali, e ha additato nell’«unità nella diversità riconciliata» il modello a cui tendere per riavvicinarsi tra fratelli di confessioni diverse e camminare insieme verso Dio.

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Documenti, 2020-9

È tempo di unione

Nella veglia e nel messaggio pasquale 2020

Francesco

Il Triduo pasquale del 2020, a causa della pandemia di COVID-19, si è svolto per la prima volta senza la partecipazione fisica dell’assemblea. Anche papa Francesco ha celebrato le funzioni del Triduo in una piazza e poi in una basilica vuota, immergendo la fede nella risurrezione nel presente di un’umanità ancora afflitta dall’epidemia. «Non abbiate paura, non temete: ecco l’annuncio di speranza. È per noi, oggi. Oggi. Sono le parole che Dio ci ripete nella notte che stiamo attraversando… Con l’andare dei giorni e il crescere dei timori, anche la speranza più audace può evaporare. La speranza di Gesù è diversa. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita».

Nel messaggio pasquale del 12 aprile il papa ha rivolto un forte appello all’unità europea: «Oggi l’Unione Europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative».

Documenti, 2020-9

Francesco: ai movimenti popolari

Francesco

l giorno di Pasqua, 12 aprile 2020, papa Francesco ha indirizzato una lettera «ai fratelli e alle sorelle dei movimenti e delle organizzazioni popolari», che aveva già incontrato negli scorsi anni, in tre occasioni: rispettivamente in Vaticano, il 28 ottobre 2014 (cf. Regno-doc. 19,2014,601); a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), il 9 luglio 2015 (Regno-doc. 26,2015,22) e nuovamente in Vaticano, il 5.11.2016. Segue il testo della lettera (L’Osservatore romano 14-15.4.2020, 10).

Documenti, 2020-9

La giustizia in Vaticano

Legge sull’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano

Francesco

Con un motu proprio del 16 marzo, papa Francesco ha promulgato una nuova legge, la n. CCCLI, che riforma l’ordinamento dello Stato della Città del Vaticano. «Con il nuovo millennio è iniziato un processo di revisione delle istituzioni dello Stato della Città del Vaticano e una progressiva sostituzione delle iniziali leggi del 1929, contestuali alla sua creazione», afferma il papa nel preambolo del documento, e in «continuità con quest’opera di progressivo aggiornamento legislativo e di riordino istituzionale, desidero adesso introdurre alcune modifiche all’assetto dell’ordinamento giudiziario, volte ad aumentarne l’efficienza». Tra le novità più significative della nuova legge, viene affermata una maggiore indipendenza degli organi giudiziari e dei magistrati. Vengono poi indicati specifici e rigorosi requisiti di professionalità, con la previsione che i magistrati possano essere nominati anche tra i professori universitari. Un’altra modifica significativa è costituita dalla possibilità che il presidente della Corte di cassazione possa integrare il collegio giudicante, costituito di regola da tre cardinali, con altri due giudici applicati. Infine per la prima volta sono dettate specifiche norme per l’ufficio del promotore di giustizia: in questo modo viene marcata la distinzione tra magistratura giudicante e requirente.