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Documenti, 15/2014, 01/09/2014, pag. 473

Mai senza i poveri! (Ai vescovi della Corea)

Francesco
Numerosi come sempre gli appuntamenti che hanno contrassegnato l’agenda dell’ultimo viaggio apostolico di papa Bergoglio nella Repubblica di Corea. L’occasione era la VI Giornata della gioventù asiatica, intitolata: «Gioventù dell’Asia, alzati!» (13-18.8.2014). Tra i tanti interventi, si è segnalata l’attenzione rivolta ai pastori delle Chiese del continente. Ai vescovi coreani, a Seoul (14 agosto), Francesco ha rivolto l’esortazione a non costruire – in un contesto di prosperità – «una Chiesa ricca per i ricchi, o una Chiesa di classe media per i benestanti», dove i poveri «hanno vergogna a entrare». Ai vescovi dell’Asia, al Santuario di Haemi (17 agosto), ha indicato «identità ed empatia» quali linee guida per una Chiesa «versatile e creativa» nel dialogo con le culture e le tradizioni locali. Nell’omelia conclusiva della Giornata della gioventù, al Castello di Haemi (17 agosto), ha infine incoraggiato i giovani dell’Asia a fare tesoro della testimonianza dei martiri della Corea (beatificati il 16 agosto), trasformando ottimismo ed energia «in amore genuino che si sa sacrificare». E ha detto loro: «Non siete solo una parte del futuro (…). Voi siete il presente della Chiesa!».

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Il testo si pone in modo peculiare accanto al Documento finale del Sinodo stesso (Regno-doc. 21,2019,648ss). Infatti, afferma il papa, «non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel Documento conclusivo. Non intendo né sostituirlo né ripeterlo. Desidero solo offrire un breve quadro di riflessione che incarni nella realtà amazzonica una sintesi di alcune grandi preoccupazioni che ho già manifestato nei miei documenti precedenti, affinché possa aiutare e orientare verso un’armoniosa, creativa e fruttuosa ricezione dell’intero cammino sinodale… Ho preferito non citare tale Documento in questa esortazione, perché invito a leggerlo integralmente». Sulle richieste avanzate dalle Chiese amazzoniche, in particolare riguardo ai ministeri istituiti, non viene per il momento modificata la disciplina generale, ma si indicano alcune vie per «assicurare il ministero sacerdotale» e per sviluppare una cultura ecclesiale «marcatamente laicale».