D
Documenti
Documenti, 1/2005, 01/01/2004, pag. 6

Una nuova lettura dopo 40 anni

W. Kasper sull'anniversario dell'Unitatis redintegratio
L’ecumenismo è la via della Chiesa. «Non è né un’aggiunta – spiega il card. Kasper –, né un’appendice, ma è parte integrante della vita organica della Chiesa e della sua attività pastorale», tanto che l’attuazione dell’Unitatis redintegratio è stata, sin dall'inizio, una delle priorità pastorali del pontificato di Giovanni Paolo II. Con una solenne conferenza organizzata dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani a Rocca di papa dall’11 al 13 novembre (cf. Regno-att. 20,2004,677), la Santa Sede ha celebrato il 40° anniversario della promulgazione del decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio. Vi hanno partecipato 260 delegati e invitati, chiamati a riflettere sul cammino dottrinale compiuto in questi quarant’anni sulla base delle relazioni del card. Kasper (qui pubblicata), del metropolita ortodosso di Pergamo Ioannis Zizioulas e del metodista Geoffrey Wainwright, mentre a mons. Fortino, a mons. Farrel, al card. Murphy O’Connor (Westminster) e a mons. Koch (Basilea) è toccata la verifica e le prospettive dello sviluppo ecumenico interno alla Chiesa cattolica.

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.