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Documenti, 7/2003, 01/04/2003, pag. 240

La COMECE sull'allargamento dell'UE: speranza, fiducia, solidarietà

COMECE
In prossimità del Consiglio europeo di Copenaghen, che ha definito modi e tempi dell’allargamento dell’Unione Europea a Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria (12-13.12.2002; cf. anche Regno-att. 2,2003,12), la Commissione degli episcopati della Comunità europea (COMECE) ha pubblicato la seguente dichiarazione (www.comece.org, nostra traduzione dall’inglese).

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Documenti, 2020-13

Un partenariato tra Europa e Africa

Card. Jean-Claude Hollerich SJ, card. Philippe Nakellentuba Ouédraogo, presidenti di COMECE e SCEAM

Uno dei punti programmatici della presidenza von der Leyen della Commissione europea è il rafforzamento di una collaborazione solida e reciprocamente proficua tra l’Europa e l’Africa, motivo per il quale è previsto per l’autunno di quest’anno il 6° Vertice tra l’Unione Europea e l’Unione Africana (uno dei grandi interlocutori esclusi dal precedente Accordo di Cotonou). In vista di tale appuntamento, per contribuire alle scelte della leadership politica gli episcopati dei due continenti il 10 giugno hanno pubblicato un comunicato congiunto, firmato dal card. Jean-Claude Hollerich SJ, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea, e dal card. Philippe Nakellentuba Ouédraogo, presidente del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar, dal titolo Per un partenariato tra i nostri continenti incentrato sulle persone, equo e responsabile. «Fiorisca il giusto e abbondi la pace» (Sal 72).

Gli episcopati chiedono che il partenariato non sia una nuova «corsa all’Africa» ma abbia come obiettivo «lo sviluppo umano integrale, l’ecologia integrale, la sicurezza e la pace per le persone e l’attenzione ai migranti». Per esempio, occorre «smettere di ravvivare i conflitti nel continente africano attraverso esportazioni di armi europee incoerenti, non trasparenti e irresponsabili, e adottare misure efficaci contro il commercio illecito di armi».

Documenti, 2019-21

La robotizzazione della vita

Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE)

«Alla luce delle complesse considerazioni che la robotica pone di fronte all’umanità, le risposte semplici non sono utili. Non vi può essere alcuna accettazione incondizionata o entusiastica di queste nuove tecnologie, come non vi può essere un rifiuto categorico nei confronti delle stesse e di tutte le loro possibilità». Le problematiche sociali ed etiche legate al rapido sviluppo di nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale stanno suscitando riflessioni e dibattiti nella società, con riflessi anche nella politica – come mostra la risoluzione approvata nel 2017 dal Parlamento europeo circa lo statuto di «persona elettronica» da attribuire ai robot più sofisticati e autonomi –.

La Commissione degli episcopati dell’Unione Europea è intervenuta sul tema con un documento intitolato Robotizzazione della vita. L’etica in vista delle nuove sfide, pubblicato il 4 febbraio ed elaborato da un apposito gruppo di lavoro guidato da Antonio Autiero.

Il principio affermato come criterio guida è individuato nel primato della persona umana, promuovendo un approccio basato sulla centralità della persona stessa nella relazione tra uomo e robot.

Documenti, 2019-7

Ricostruire comunità in Europa

Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE)

«Invitiamo i nostri concittadini europei a non cadere nella tentazione di guardare indietro, ma a esercitare i loro diritti nella costruzione dell’Europa. Facendo sentire la loro opinione le persone hanno il potere di orientare l’Unione nella direzione che auspicano». Il 12 febbraio i vescovi della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea hanno pubblicato una Dichiarazione in vista delle elezioni europee del 2019 intitolata Ricostruire comunità in Europa.

Il senso della drammaticità del momento per il progetto europeo, con l’avanzare dovunque di proposte politiche nazionaliste o sovraniste e l’incombente uscita da esso del Regno Unito, non è in primo piano anche perché i diversi episcopati europei non sono tutti sulla stessa linea in proposito. Ribadendo il loro appoggio al progetto europeo, i vescovi richiamano il bisogno che l’Unione Europea ha di «riscoprire la sua identità comune e di rafforzare la sua solidarietà per rinnovare i legami sociali che esistono nei nostri paesi e popoli, e tra di essi»; esortano i cittadini europei ad assumersi «la responsabilità di dare un senso concreto a “unità nella diversità”»; e invocano politiche a sostegno dei più vulnerabili (tra cui gli immigrati), della famiglia e della dignità umana.