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Attualità
Attualità, 18/2019, 15/10/2019, pag. 547

R. Christin, Turismo di massa e usura del mondo

Luca Miele

Una nuova specie s’aggira, da tempo, sul pianeta. È l’homo turistiscus. È possibile tracciare l’identikit di questo nuovo personaggio, ormai così familiare, in cui ci trasformiamo tutti a intervalli più o meno regolari? L’homo turistiscus – scrive in Turismo di massa e usura del mondo il sociologo francese Rodolphe Christin – è «dromomaniaco», è afflitto, cioè, da uno strano e inguaribile virus: quello che lo costringe a una mobilità incessante.

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D. Palano, Bubble democracy

La fine del pubblico e la nuova polarizzazione

Luca Miele

Damiano Palano individua quel capovolgimento «ambientale» che ha portato a una marginalizzazione del discorso della verità. È cambiato l’ambiente, la sfera sociale e comunicativa, nella quale agiamo e pensiamo. «Il rapporto con la “verità” – scrive – viene sostanzialmente ridimensionato, perché l’attenzione si rivolge piuttosto alla trasformazione nelle relazioni tra cittadini e informazione. La proliferazione delle notizie false viene così ricondotta soprattutto alla modificazione strutturale dell’ambiente in cui gli individui si formano la loro percezione della realtà» 

Attualità, 2020-8

D. Paolin, Anatomia di un profeta

Luca Miele

L’originalità del testo di Paolin sta qui, nell’intreccio tra narrazione autobiografica e riscrittura del Libro del profeta. Un’operazione illecita? No, se prendiamo per valida l’indicazione di Sergio Quinzio, noto ruminante della Scrittura: «L’autore sacro – scriveva il teologo nel suo monumentale Un commento alla Bibbia – non concepisce la parola divina come una rigida formula, da interpretare letteralmente o allegoricamente, ma come un organismo vivente, dilatabile, incrementabile» (Un commento alla Bibbia, Adelphi, Milano, 1995, 29).

 

Attualità, 2020-6

Italia - Cinema: ancora Fellini

Sulla parabola del regista e dell’Italia a 100 anni dalla nascita

Luca Miele

Il centenario della nascita del regista, nato a Rimini il 20 gennaio del 1920, è stato accompagnato da una grande messe di studi, lavori critici, riflessioni, approfondimenti. Qui tentiamo un viaggio nel Fellini di carta, quello che è affidato (e si affida) alle parole: le parole di chi lo ha raccontato, mappandone l’arte e l’alfabeto. Ma, anche, le parole pronunciate dello stesso regista, maestro indiscusso nell’arte affabulatoria come in quella cinematografica.