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Attualità
Attualità, 16/2019, 15/09/2019, pag. 455

Africa - Eritrea: gli espropri

Enrico Casale

Se il 2018 era stato l’anno delle grandi speranze per l’Eritrea, il 2019 è stato quello delle grandi delusioni. La distensione con l’Etiopia, nata grazie all’apertura del premier etiope Abiy Ahmed, aveva portato grandi aspettative. Per anni il regime di Asmara aveva rimandato qualsiasi riforma democratica, opponendo come scusa la minaccia incombente di una nuova guerra con l’Etiopia. L’accordo di pace pareva quindi un viatico per un’apertura politica di Asmara. A un anno dalla firma dell’accordo di pace, nulla però sembra mutato in Eritrea.

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Europa - Islam: al femminile

Enrico Casale

Donne, musulmane e guide religiose: ecco chi sono le murshidat, il poco conosciuto volto femminile dell’islam. Qualcuno le chiama «predicatrici», ma il loro ruolo è ben più ampio e la loro influenza nelle comunità è molto più profonda di quanto si possa immaginare.

 

Attualità, 2019-12

Medio Oriente - Israele: gli ultimi samaritani

Enrico Casale

Con la nascita dello Stato di Israele nel 1948, la comunità samaritana si divise in due centri: uno a Nablus (allora in Giordania) e uno a Holon, a sud di Tel Aviv (Israele). Oggi la comunità samaritana non conta più di 800 persone. Il governo di Tel Aviv ha concesso a tutti i membri la cittadinanza d’Israele. Nonostante ciò, tra chi vive a Tel Aviv e chi abita nella zona di Nablus esistono differenze marcate. I «samaritani di Tel Aviv» vivono nella società israeliana, prestano servizio militare nell’esercito con la Stella di Davide e parlano l’ebraico moderno.

Attualità, 2019-6

Africa - Medio Oriente: migrare come schiavi

Enrico Casale

Forma di schiavitù molto diffusa in tutto il Medio Oriente, la kafala di per sè sarebbe un istituto giuridico benemerito. Dal punto di vista teorico si tratta infatti di una sorta di affido di un bambino o di una bambina a un altro soggetto per farlo crescere in un ambiente famigliare positivo. In realtà si è trasformato in uno strumento d’oppressione perché è diventato un sistema di sponsorizzazione di un datore di lavoro rispetto a un migrante che da questo viene assunto.