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Attualità
Attualità, 20/2018, 15/11/2018, pag. 622

Asia -Thailandia: pakistani indesiderati

Stefano Vecchia

La Thailandia viene abitualmente considerata un paese accogliente verso gli stranieri, anche quelli in condizioni d’irregolarità. Tuttavia, negli ultimi tempi, il regime erede del colpo di stato militare del maggio 2014 va stringendo le maglie nei confronti, in particolare, di stranieri di origini africana e indiana. A questo secondo gruppo appartiene una comunità formata da migliaia di pakistani in fuga dalla persecuzione religiosa che soprattutto a Bangkok cercano, in una realtà buddhista dove le minoranze religiose non sono perseguitate, un rifugio dall’assedio che nel paese d’origine subiscono da parte dell’islamismo estremista.

 

 

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Recentemente in Myanmar si sono registrate prese di posizione particolarmente forti da parte del cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon. Entrambe sono state pronunciate a proposito dell’epidemia di coronavirus che sta interessando anche questo paese, i cui dati di diffusione sono ufficialmente bassi e nei confronti dei quali operano forme più o meno forti di censura. C’è quindi il timore che la diffusione possa essere molto maggiore in una realtà che ha strutture di rilevamento e di contenimento del contagio quasi inesistenti.

 

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Stefano Vecchia

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Stefano Vecchia

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