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Attualità
Attualità, 4/2017, 15/02/2017, pag. 110

Africa - CERNA: la radice dell’accoglienza

Enrico Casale

Si sono riuniti nel monastero benedettino di Keur Moussa (Senegal). Luogo di preghiera, meditazione e incontro tra culture e fedi (cristianesimo, islam, cultura dell’Africa occidentale). È in questo clima che i vescovi della Conferenza episcopale regionale dell’Africa del Nord (CERNA) hanno tenuto, tra il 2 e il 5 febbraio, la loro sessione annuale. La scelta del Senegal non è stata casuale. È un paese cerniera tra l’Africa subsahariana, travolta dai problemi del sottosviluppo, e l’Africa settentrionale, stretta tra instabilità politica (Libia), transizione democratica (Tunisia), regimi militari (Algeria ed Egitto), lotta per l’indipendenza (Sahara occidentale) e fondamentalismo islamico.

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Medio Oriente - Africa: nuovi equilibri

Enrico Casale

Il riavvicinamento diplomatico tra Qatar e Arabia Saudita, segnato dal 41° vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) del 5 gennaio scorso, è una di quelle svolte della diplomazia internazionale che va ben oltre la regione di appartenenza e che avrà ricadute anche in altri continenti. In primo luogo in Africa. Per comprendere l’importanza di questa svolta, bisogna fare un passo indietro. 

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Etiopia – Tigray: la guerra continua

Enrico Casale

L’occupazione del Tigray da parte delle forze dell’esercito federale etiope e la caduta di Macallè, la capitale regionale, non porrà fine ai combattimenti. Su questo punto gli osservatori sono concordi. I tigrini sono troppo orgogliosi e troppo legati alla loro terra per accettare la sconfitta. Probabilmente gli scontri proseguiranno ancora sotto forma di guerriglia. 

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Africa - Nigeria: anche il virus della corruzione

Enrico Casale

Stop alle brutalità della polizia. Ma anche alla corruzione, al malaffare, a una politica incapace di guardare al bene comune. In ottobre, le principali città nigeriane sono state sconvolte da rivolte di giovani che, partendo da una protesta contro la violenza delle forze dell’ordine, hanno messo sotto accusa tutta la classe politica nazionale. E oggi, mentre la Nigeria sta ancora facendo i conti delle vittime e dei danni morali ed economici di questa rivolta, la coalizione dei movimenti di protesta, dopo aver sospeso le manifestazioni, ha annunciato di voler mantenere viva e attiva l’iniziativa.